La banda dei finti poliziotti: inscenavano posti di blocco per rapinare turisti e bagnanti

Travestiti da poliziotti approntavano posti di controllo fasulli lungo la via Litoranea per rapinare turisti e bagnanti. Questa l’accusa del nucleo di «giudiziaria» dell’VIII Gruppo dei vigili urbani per una banda di italiani trovata con giubbini della polizia, due paia di manette, lampeggiante blu, scanner, distintivi, palette ministeriali e persino fogli di carta intestata Presidenza del Consiglio dei ministri. Soprattutto con un revolver, un coltello a serramanico e ben 38 proiettili calibro 38 special. Un piccolo arsenale quello rinvenuto in un locale al primo Cancello della spiaggia libera di Castelporziano, utilizzato dal figlio del gestore del chiosco per riposare. Il giovane, classe 1978, si sarebbe difeso con i «pizzardoni» di Tor Bella Monaca dicendo di aver rinvenuto il materiale sull’arenile e che aveva intenzione di consegnarlo alle forze dell’ordine quanto prima. Le indagini, però, sarebbero partite tempo addietro in seguito a precise segnalazioni: «La loro era una tecnica ben collaudata - affermano gli investigatori della polizia municipale dell’VIII gruppo - con tanto di base operativa a pochi metri dal mare in cui mettere a punto ogni dettaglio delle azioni, spesso ideate durante festini in cui circolava cocaina». Mandato alla mano, lunedì sera il blitz dei vigili urbani dopo un appostamento e un breve inseguimento lungo la provinciale 601. Durante la perquisizione all’interno dello stabilimento balneare salta fuori il materiale a dir poco compromettente: nascosta fra biancheria intima l’arma a tamburo e i proiettili inesplosi. Fra le altre cose sequestrate un elenco dettagliato delle frequenze radio delle stazioni aeronautiche italiane. Per ora il giovane, considerato la «mente» del gruppo di malviventi, sarebbe stato denunciato a piede libero per possesso illegale di armi e documenti. Gli inquirenti starebbero ancora ricostruendo l’attività della gang in relazione alle denunce presentate dalle loro vittime, soprattutto turisti stranieri che affollano in questo periodo le località balneari. L’ipotesi che muffola, distintivi, palette, fondine e manette servissero a intimorire i malcapitati, difatti, non sarebbe stata confermata da prove concrete. «Il sospetto è forte - aggiungono gli inquirenti - visto che il soggetto era stato già denunciato dai carabinieri».