La banda dei ladri da chiesa

Un trio dedito a scassinare le cassette delle offerte dei fedeli. Con tutti gli attrezzi di questo strano mestiere: una fettuccia metrica con nastro adesivo, sottile quanto basta per entrare nelle fessure, pinzette e schede telefoniche per spingere fuori dalla cassetta le monete. I tre «lavoravano» soprattutto nella basilica di Santa Sabina, all’Aventino, e lì sono stati colti in flagrante e bloccati dai carabinieri della locale stazione. Gli agenti si erano insospettiti per alcuni furti avvenuti nelle chiese della zona e avevano individuato i tre mentre percorrevano viale Aventino in direzione di Circo Massimo a bordo di due ciclomotori, guardandosi continuamente intorno in modo circospetto. Seguita dai carabinieri, la banda è entrata nella basilica di Santa Sabina per compiere la consueta rapina. I tre hanno tirato fuori una torcia per ispezionare tutte le cassette della chiesa e individuare quella con il bottino più ricco. Poi si sono soffermati su quella più vicina all’altare secondario e hanno iniziato la messinscena. Uno di loro, inginocchiato, fingeva un momento di preghiera e spiritualità, ma in realtà era la sentinella del gruppo, con il compito di guardare le spalle ai complici. Gli altri, con le tasche piene degli arnesi del mestiere, hanno cominciato la loro opera, portando via alcuni spiccioli. Il bottino della giornata è stato di 50 euro, rubati in diverse chiese. A quel punto i carabinieri sono usciti allo scoperto e li hanno identificati e arrestati. La banda di rapinatori di chiese era composta da un siciliano di 56 anni, originario della zona di Agrigento, e da due pregiudicati di 38 anni.