Banda di finti corrieri beffa i negozianti

Fabrizio Graffione

Si sono finti veri corrieri e con una scusa si sono fatti riconsegnare la merce, appena scaricata dai loro «colleghi», beffando le ingenue commesse di alcuni negozi chic del centro genovese.
È l’ultima invenzione di una banda di ladri che nelle ultime settimane ha preso di mira, dopo Napoli, Roma e Torino, anche i commercianti del capoluogo ligure. Il bottino, in alcuni casi, è arrivato a oltre diecimila euro per cinque minuti di «lavoro» senza impugnare una pistola o ingegnarsi con strumenti elettronici per aprire una cassaforte. In sostanza l’organizzazione, pare di italiani senza alcun tipo di accento dialettale, funzionerebbe anche senza l’aiuto di un basista nelle ditte di corrieri. I ladri si apposterebbero per qualche giorno di fronte alle vetrine di lusso del centro, magari sorseggiando un caffè nel bar di fronte. Prenderebbero nota degli orari di consegna della merce, individuerebbero quelli dove c’è solitamente confusione e tanti clienti nel negozio, infine colpirebbero con una buona dose di faccia tosta e a nervi saldi. Il falso fattorino, qualche minuto dopo la consegna, stavolta vera, dell’onesto collega, entra nell’esercizio commerciale, anche con il carrellino, scusandosi in maniera garbata per l’errore di consegna. Impossibile per le commesse e per i titolari accorgersi che invece la consegna è giusta perché non hanno fatto in tempo a disfare i pacchi consegnati. Lasciano andare il giovane e, anzi, gli raccomandano di fare presto. Poi passano le ore e ci si accorge della beffa. Non resta altro che denunciare l’episodio alla polizia e ai carabinieri.
L’Ascom genovese ieri è quindi intervenuta per raccomandare ai suoi associati di prestare la massima attenzione a truffe di questo tipo e di telefonare, prima di riconsegnare la merce, al numero indicato sui colli di consegna facente capo alla ditta di corrieri. «In alcuni casi – spiegano all’Ascom – i ladri sono riusciti a rubare pacchi con merce per un valore di alcune migliaia di euro. In altri episodi l’arrivo dei falsi corrieri è stato anticipato da una telefonata di complici che, avvisando il commerciante dell’erronea consegna poco prima eseguita, avvisavano dell’arrivo di colleghi». La beffa è stata denunciata anche dal presidente della sezione corrieri e consigliere della Spediporto genovese Giorgio Porello. «È interesse non soltanto dei commercianti – dice Porello – ma anche dei corrieri genovesi che questi episodi vengano quanto prima arginati».