La banda Ricci compie 20 anni «Siamo noi il vero tg di strada»

Con Greggio e Iacchetti, Ballantini nei panni della Brambilla. Si parte con l’inchiesta sul Policlinico di Roma

da Milano

Cause legali, complimenti e anni: Antonio Ricci li ha sempre saputi portare con stile, senza farsi mai condizionare nello svolgimento della sua missione per conto della satira. Ecco perché, in quella che chiama la «sacra tana», e che è poi lo studio di Striscia la notizia a Milano 2, il padre del «tg più amato dagli italiani» si muove come un pesce nell'acqua: giunto alla ventesima edizione della sua creatura di straordinario successo (7 milioni e mezzo di spettatori, il 28.4 per cento di media share, 1500 chiamate al giorno al numero del Sos Gabibbo da parte dei cittadini, mille e-mail quotidiane al sito), Ricci ha l'aria di uno che sa di aver fatto cosa buona e giusta, di aver dato vita a uno show unico nel suo genere, e al contempo di ottemperare a un «servizio civile» che gli altri tg («quelli finti») non svolgono. «La nostra è la trasmissione più sulla strada che ci sia. Quando abbiamo cominciato il mio obiettivo era attirare quelle persone che non guardavano nessun tg. Ora, tra i tanti programmi che hanno cercato di imitarci, solo le Iene possono dire di esserci andati vicino. Noi però, a differenza loro, non ci mettiamo a fare le maestrine di virtù».
E dunque, da lunedì 24 settembre alle ore 20.30 circa su Canale 5, Striscia la notizia torna a ribadire che delle imitazioni bisogna diffidare, e che la missione continua, sotto una nuova dicitura: «La voce della persistenza». Come a dire: non ci leverete di mezzo, «né coi panini in controprogrammazione, Insinna e Frizzi o chi per loro insieme, né con le querele». Ma più di tutti Ricci teme la concorrenza interna: «Luca Tiraboschi voleva fare il direttore di Canale 5 - ha scherzato riferendosi al direttore di Italia 1 - non riuscendoci è ovvio che fa di tutto per minarne i pilastri».
Alla celebre scrivania si accomoderanno, come di tradizione alla partenza, Ezio Greggio (in questi giorni impegnato sul set agli ordini del regista Pupi Avati, per un ruolo imprevedibilmente drammatico) ed Enzo Iacchetti, coppia inossidabile affiancata dalle altrettanto consolidate veline Melissa Satta e Thais Wiggers, la bruna e la bionda che hanno cambiato per sempre il concetto della doccia in tivù.
Con l'anno nuovo, nel giorno della Befana, l'agenda di Striscia prevede l'avvicendamento di Enzo Iacchetti con Michelle Hunziker, dopodiché sarà di nuovo la volta della coppia sicula Ficarra & Picone. Tutto come sempre? No, a giudicare dalle promesse di Ricci («Ci saranno nuovi inviati e una nuova rubrica tenuta da Charlie Gnocchi») e dall'irrompere in studio - durante la conferenza stampa di presentazione del tg satirico - di Dario Ballantini con parrucca color salmone, giarrettiere e tailleur d'ordinanza. L'ex «doppio Valentino» sarà dunque lei, Michela Vittoria Brambilla, icona politica del momento.
A restare immutati, quelli sì, sono i vizi del nostro Paese, nel cui corpo Ricci e il suo tg affondano implacabilmente il bisturi. «Il primo servizio di Striscia ventesima edizione - è l'unica anticipazione "giornalistica" di Ricci - ci riporterà all'Ospedale Policlinico di Roma, per scoprire, ebbene sì, che non è cambiato nulla. La situazione è incredibilmente immutata». Dunque, per chi ricorderà la storia e per citare un romanzo di Steinbeck, «uomini e topi». Un Ricci più buono (o forse più abile a mentire) sorvola sugli ultimi fatti di cronaca catodica: «Non ho visto la serata di Miss Italia, ho quindi mancato la sfuriata della Goggi con Mike, e mi sono pure perso lo scontro tra Cecchi Paone e la Ventura all'Isola: me ne sono andato a cena e al cinema». Sarà. O forse il guru della satira ha in mente qualcosa di forte per il suo corrosivo tg?
Dopo vent’anni di onorata carriera, il pubblico sa di potersi attendere, da Antonio Ricci, di tutto. E a proposito di questo compleanno, Ricci rivela che «a novembre la Triennale onorerà il nostro ventennale con una mostra: sarà una bella installazione, inviteremo tutti i conduttori della nostra storia». E forse, come si ipotizza, Canale 5 dirà la sua con alcune prime serate di Striscia. «Per ora nulla è certo - precisa Ricci -. Certo Striscia coprirà l'evento alla Triennale».