Banda di slavi assalta villa: rubati ori e fucili

Paura domenica sera a Vittuone per la famiglia di un piccolo
imprenditore, sequestrato insieme alla moglie nella sua villa da una
banda di rapinatori armati

Paura domenica sera a Vittuone per la famiglia di un piccolo imprenditore, sequestrato insieme alla moglie nella sua villa da una banda di rapinatori armati, che parlavano con un accento dell’Est. Assalto in piena regola che per fortuna non si è «arricchito» di ulteriore violenza. Il padrone di casa ha cercato subito di non inasprire i malviventi che cercavano la cassaforte, dalla quale hanno prelevato circa 4.000 euro in contanti, oggetti in oro e due fucili. Tutto è cominciato verso le 22.30 in via Stelvio, dove abita l’imprenditore edile, con moglie e figlio di 12 anni. Per fortuna il ragazzino era a casa di amici, a una festa. Nella villa invece, insieme alla coppia c’era un conoscente che, dopo cena ha salutato per tornare a casa. Ed è stato proprio quando l’imprenditore ha accompagnato l’amico al cancello che è scattato il blitz da parte dei malviventi appostati vicino alla villa. Hanno atteso che l’ospite si allontanasse, poi, senza dare il tempo al proprietario della villa di rientrare, sono sbucati dal buio mascherati e l’hanno aggredito. «Eravamo in casa con un amico - ha raccontato -; dopo averlo riaccompagnato e salutato, mi sono sentito puntare contro una pistola». La vittima è stata costretta a tornare dentro aprendo la porta ai banditi, che subito si sono diretti verso la moglie spaventata dall’improvvisa irruzione. Con molta determinazione, ferocia e con un linguaggio dalla cadenza albanese, hanno intimato all’uomo di assecondare le loro intenzioni, per non mettere a repentaglio l’incolumità della consorte, che avrebbe pagato al suo posto eventuali errori». Gli avrebbero detto: «Portaci alla cassaforte e tutto finirà presto...». La coppia non ha avuto scelta: mentre la moglie implorava il marito di cedere alle richieste, lui li ha condotti in un locale dove c’era un piccolo forziere contenente quanto i banditi cercavano. Dopo averlo aperto si sono impossessati dei soldi e di molti oggetti preziosi di famiglia, dal valore ancora da quantificare. Nonostante tutto non si sono accontentati. Dopo avere legato e imbavagliato in soggiorno la coppia, il quartetto sapendo di non correre pericoli, se l’è presa con calma, rovistando nelle camere e negli armadi, alla ricerca di ulteriore bottino. Così, hanno trovato anche i due fucili da collezione detenuti legalmente e che l’imprenditore custodiva in un mobile, facendone incetta. Finalmente soddisfatti sono fuggiti senza lasciare tracce. Ma non prima però di aver minacciato ulteriormente la coppia, tenuta sequestrata in soggiorno. «Ci hanno detto di non lanciare subito l’allarme – ha raccontato la moglie -; così, per non rischiare abbiamo atteso un’ora prima di avvertire i carabinieri».