Le bande ecuadoriane «padrone» di Brignole

Roberta Gallo

Brignole come Guayaquil. Piazza Verdi, viale Thaon di Revel, e aree limitrofe sono diventate il quartier generale dei sudamericani. Ragazzi e adulti lì si danno appuntamento, dal pomeriggio fino a tarda sera, per vivere sotto la Lanterna quello che abitualmente erano soliti fare lungo il Malecon 2000 della città ecuadoriana. Si incontrano per scambiare quattro chiacchiere, per fare bisboccia, per iniziare la serata. Si beve birra e altri alcolici. Seduti sui marciapiedi o sulle panchine dei giardini, passano ore a bighellonare. Alcuni, muniti delle solite radio, ascoltano a tutto volume salsa e reggaetton. Punto di ritrovo il banco di frutta e verdura, che funge anche da bar, aperto da poco proprio nei giardini che ospitano il capolinea degli autobus. Il rischio, secondo i ben informarti, è che anche nella Superba venga importata una tradizione molto in voga sia in Spagna sia in Sud America.
E' il famoso «bottellion». Tanto usuale nei paesi di lingua ispanica, ma lì, ora sotto controllo. È consuetudine incontrarsi nelle piazze principali delle città spagnole, soprattutto a Madrid, ma anche latinoamericane, e bere fino a rasentare il coma etilico. Anzi, si racconta, che sono quasi all'ordine del giorno quelli che finiscono al pronto soccorso. Oramai quasi proibito, e non conosciuto qui in Italia, sta diventando proprio sotto i nostri occhi una abitudine sempre più dilagante. Soprattutto tra i giovanissimi.
«Abbiamo davvero paura - dicono alcune signore al capolinea degli autobus di viale Thaon - ad aspettare qui il nostro autobus. Queste persone ci intimoriscono - aggiungono - ci parlano in una lingua che non conosciamo, ci deridono. Alcuni poi in quelle condizioni - continuano - salgono con noi sugli autobus, facendo un gran fracasso. E, ovviamente, nessuno ha il coraggio di dire qualcosa».
Il dito è anche puntato contro il Comune che, con molta «nonchalance» ha permesso l'apertura di questo chiosco proprio nella piazza del capolinea degli autobus. «Dove si è mai visto - sottolineano i cittadini - un banco di frutta e verdura al di fuori di qualsiasi mercato di settore? Rovina la zona - continuano - è sicuramente un brutto biglietto da visita per la città per chi arriva a Genova e scende dal treno alla stazione Brignole. Ed è anche piuttosto degradante. Ci sono i negozi - aggiungono - e i mercati rionali. Che serve quel banchetto proprio lì?. In più - sostengono - funge anche da bar, come se non ce ne fossero abbastanza di locali in cui bere in centro». E intanto, giorno e notte, i sudamericani si riuniscono tutti lì intorno e poi si sparpagliano per la città. Pochi possiedono autovetture. Quindi tutti, affollano poi autobus e treni che portano alle periferie della città, in condizioni psicofisiche davvero poco rassicuranti.