Bande musicali e gruppi folkloristici, in Parlamento coro bipartisan di sostegno

Almeno sulla musica, il coro in Parlamento è bipartisan: sono ben nove le proposte di legge presentate fra Camera e Senato da Pdl, Lega, Pd, Idv e Udc per la valorizzazione della musica popolare, attraverso iniziative statali e locali ed agevolazioni fiscali.

Almeno sulla musica, il coro in Parlamento è bipartisan: sono ben nove le proposte di legge presentate fra Camera e Senato da Pdl, Lega, Pd, Idv e Udc per la valorizzazione della musica popolare, attraverso iniziative statali e locali ed agevolazioni fiscali. I gruppi musicali amatoriali italiani, sottolineano, appunto all'unisono, i firmatari delle proposte non sono stati fino ad ora adeguatamente sostenuti, nonostante rappresentino un valore certo della tradizione musicale del Paese, accanto ai comparti più «nobili» della musica classica, sinfonica, operistica e della musica leggera o d'autore.
Secondo un recente censimento, sparse per la penisola ci sono 4mila 500 bande, 2mila associazioni coristiche e 600 gruppi folkloristici, fin qui troppo «snobbati», a giudizio dei parlamentari che hanno sottoscritto le proposte di legge.
Le bande musicali, i cori e i gruppi folkloristici musicali, dice il senatore del Pdl Valter Zanetta, primo firmatario di una delle proposte di legge presentate, rappresentano «un valore molto importante e genuino della tradizione culturale e musicale italiana e sono presenti ovunque sul territorio nazionale, anche nei paesi più piccoli e lontani dalle grandi città». È giusto, sottolinea la deputata del Pd Pina Picierno, promotrice di una delle iniziative legislative promosse alla Camera, «riconoscere il valore artistico, culturale, socio-economico della musica popolare contemporanea nel suo complesso», così come «incentivare l'educazione musicale all'interno dell'ambito scolastico» e non solo. Non è solo una questione culturale, ma anche economica: il settore musicale, ricorda la giovane deputata del centrosinistra, muove più di 4 miliardi di euro, «e va sostenuto con specifiche politiche per affrontare i profondi cambiamenti che le innovazioni tecnologiche impongono».
Anche per il leghista Davide Caparini è indispensabile sostenere il settore della musica popolare, ma occorre anche «incentivare il mercato discografico a produrre le opere di artisti emergenti». Per questo, secondo la proposta presentata dal parlamentare del Carroccio, è necessario «defiscalizzare o finanziare le etichette discografiche che investono in registrazioni, promozione e distribuzione di almeno cinque artisti emergenti all'anno».
La proposta Caparini è tra quelle che prevedono i finanziamenti più cospicui, come i 10 milioni di euro l'anno del «Fondo per la formazione musicale», da istituire al pari del «Fondo per la musica» finanziato dalla metà degli importi delle sanzioni applicate dalla Siae ricavati dalle sanzioni per i reati di pirateria musicale, dal 2% delle entrate complessive annue dell'imposta sugli spettacoli, dal 2% delle entrate complessive annue delle tasse di concessione governativa riferite alle emittenti televisive. Dal parlamentare del Carroccio arriva anche la proposta di un budget destinato ai giovani artisti non professionisti che accompagnano i gruppi professionali nelle tournee all'estero, prevedendo un compenso annuo per artista di 5mila euro. In tutte le proposte di legge sono previste agevolazioni fiscali per tutte le associazioni musicali popolari, bandistiche, corali e folkloristiche. Tra le più gettonate la riduzione del 50% per i trasferimenti in aereo, in treno e in nave, e delle tasse previste dalle norme in vigore per la frequenza di corsi statali di musica. Il senatore della Lega Piergiorgio Stiffoni propone di dimezzare l'Iva, portandola al 10%, per le esecuzioni musicali dal vivo con strumenti musicali tradizionali, anche elettrici, ma con l'esclusione di elementi preregistrati. Il senatore del Pdl Marcello De Angelis propone un contributo annuo di 2mila 600 euro annui, a titolo di concorso alle spese di impianto e funzionamento delle associazioni musicali popolari, mentre la sua collega di «Io Sud» Adriana Poli Bortone lancia l'idea di un Archivio nazionale della musica popolare nazionale che possa custodire documenti, partiture e registrazioni audiovisive.