La bandiera del centrodestra sulla rossa Mantova

Nei quattro comuni capoluogo è finita in pari. Due al centrodestra, Mantova e Vibo Valentia; e due, sia pure per un soffio e con qualche distinguo, al centrosinistra, Macerata e Matera (dove il candidato non era del Pdl ma di alcune liste autonomiste). Ma l’onda lunga della vittoria del centrodestra alle Regionali di 15 giorni fa ha trascinato anche i ballottaggi: sui 41 comuni chiamati al voto, sono una ventina in tutto quelli che hanno cambiato casacca e sono passati al centrodestra. E guardando solo i comuni capoluogo la vittoria del Pdl è più che evidente: prima del voto di due settimane fa i comuni amministrati dal centrosinistra erano sette, contro i due del centrodestra. Adesso, a tornata elettorale conclusa, il centrosinistra è sceso a cinque, il centrodestra è salito a quattro.
Particolarmente significativo il risultato di Mantova, da 65 anni roccaforte rossa, salutato dal governatore riconfermato Roberto Formigoni con un eloquente: «Cara e bella Mantova, bentornata in Lombardia». Nella città da anni in mano alla sinistra Nicola Sodano (Pdl) ha battuto col 52,1% il sindaco uscente Fiorenza Brioni (Pd), ferma al 47,1%. Unica consolazione per la sinistra, il fatto che il Pd resta comunque il primo partito con il 26,8%, contro il 25,2% del Pdl e il 10,1% della Lega Nord. Molto soddisfatto il ministro per le Politiche Europee, Andrea Ronchi: «Oggi cade l’ultima roccaforte rossa del Nord, si chiude definitivamente una stagione e si volta pagina. E tutto questo nonostante l’Udc abbia preferito allearsi con il Pd, compiendo una scelta miope, basata su logiche di potere piuttosto che su affinità programmatica».
Dalla Lombardia alla Calabria. A Vibo Valentia vittoria del centrodestra con larghissimo vantaggio per il candidato Pdl Nicola D’Agostino (59,2%). Il suo sfidante, Michele Soriano, non ha superato la soglia del 40,7%.
E veniamo al centrosinistra. A Macerata, in Campania, dopo un testa a testa durato fino alla fine dello spoglio, l’ha spuntata il candidato del centrosinistra Romano Carancini, che ha conquistato il 50,2% contro il 49,7% di Fabio Pistarelli. Al centrosinistra anche Gioia Tauro, mentre Pomigliano d’Arco, città operaia e zoccolo duro della sinistra dal ’93, è andata al Pdl. Al centrosinistra è finita Matera, in Basilicata. Ha vinto infatti, con il 50,3%, il candidato del Pd Salvatore Adduce. Lo sfidante però non era del Pdl. Angelo Tosto, che si è fermato al 49,6%, era sostenuto da liste autonomiste e dal Mpa.
Punteggio finale «x», dunque, per quanto riguarda gli spareggi nei comuni. Ma se si va nei centri più piccoli, il terreno conquistato dal centrodestra diventa più evidente. Quando la parola è agli elettori – commenta il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto – le chiacchiere stanno a zero, il centrodestra va avanti e il centrosinistra crolla». In Lombardia il Pdl ha vinto 5 a 3, considerato che a Vigevano, dove c’era il derby casalingo tra alleati, ha trionfato la Lega. Premio di consolazione per Pd e compagni, Cologno Monzese, il «regno» di Mediaset, che passa al centrosinistra. Roccheforti che vanno, roccheforti che vengono. Per Cologno che in Lombardia passa a sinistra, c’è in Molise Termoli che dà un dispiacere al «suo» concittadino illustre, Antonio Di Pietro. Dopo Montenero di Bisaccia, la città natale di Tonino, anche Termoli - dove il leader Idv è cresciuto e ha studiato - è passata al centrodestra, battendo proprio il candidato di Idv. E a proposito di roccheforti. In Calabria ne è crollata una che in mano alla sinistra è stata per ben 60 anni, San Giovanni in Fiore, tanto da meritarsi l’appellativo di Stalingrado della Calabria. E infatti pari al peso di questa storica vittoria è anche l’esultanza. «Grazie all’impegno di tutti e alla credibilità del candidato – gioisce il viceministro Giuseppe Vegas – espugnata una roccaforte della sinistra, San Giovanni in Fiore». Gli fa eco il deputato Pdl Jole Santelli: «Con San Giovanni in Fiore strappata al centrosinistra cade la Stalingrado calabrese».
Infine, l’affluenza. Che è calata sensibilmente anche rispetto al primo turno. Meno 15 punti e mezzo (58,7% contro il 74,3% del primo turno). Tra i quattro capoluoghi è Matera che ha registrato il più alto calo della partecipazione (meno 21 punti). A Mantova invece il «meno» è stato solo di otto punti.