Ma le «bandiere» sono contro il trasloco

La parola agli «dei» dello stadio: Sandro Mazzola e Giuseppe Bergomi. «San Siro è quello degli anni Sessanta. I miei anni. Lì c’è tutta la poesia e il romanticismo del calcio. No, non riesco a concepire un altro stadio» dice Mazzola che ai colori nerazzurri ha dedicato tutta la vita. E anche allo «zio» Bergomi che con l’Inter ha giocato 756 partite - record di fedeltà - non piace questo progetto di Massimo Moratti, «perché un altro San Siro? La storia è nell’attuale. Cambiare casa non ha alcun senso. Le tradizioni vanno rispettate». Messaggi inequivocabili che, tra l’altro, spiegano come ad insistere per il trasloco - idea più volte accarezzata dal club di via Durini - non sia tutto lo staff ma solo alcuni dei più vicini consiglieri del presidente Moratti.