Le bandiere sono a mezz’asta Ma non verranno ammainate

In via XII Ottobre le bandiere con la grande «C» sventolano a mezzasta. Dall'altra parte dell'edificio, nel quartier generale di Costa Crociere, l'aria si taglia con il coltello. Veloci strette di mano, sorrisi tirati e facce scure.
Se sui social network una sedicente «guest manager» di Concordia, Katia Keyvanian, insulta i naufraghi definendoli «un branco di pecoroni allo sbaraglio» senza neanche pensare ai morti, l'ad Pierluigi Foschi, manager tutto d’un pezzo, trattiene a forza le lacrime pensando prima di tutto e con rispetto ai naufraghi e a quei morti.
Porge le condoglianze alle vittime. Si preoccupa degli ospiti colpiti dalla tragedia e del personale. Ringrazia i soccorritori e gli abitanti del Giglio. Ha un piano già pronto per scongiurare un eventuale danno ambientale e non soltanto di borsa (ieri Carnival ha aperto al Ftse di Londra con un meno 23%). Scarica il capitano criminale campano, finito in cella con disonore. Elogia gli eroi dell'equipaggio. L'ufficiale ligure per primo: Manrico Giampedroni è un navigante all'antica, cresciuto tra Genova e La Spezia, nella culla della più onorevole tradizione della Marineria.
Poi annuncia che il marchio Costa continuerà ad avere il suo quartier generale a Genova: «È stato un gravissimo errore umano - ha spiegato ieri mattina il numero uno di Costa Crociere - la reputazione dell'azienda rimane solida e otterremo nuovamente la piena fiducia dei clienti. Non credo che ci saranno conseguenze a lungo termine, anche perché la vacanza sulle navi da crociera è sicura e moderna. In questo caso è l'azienda che risulta parte lesa».
Nessuna conseguenza sul business e sull'occupazione nel Mediterraneo, anche se il primo calcolo dei danni è «intorno ai 93 milioni di dollari» esclusa la perdita del gioiello della flotta americana col marchio genovese.
«Carnival ha aperto a meno 23, ma adesso è a meno 17% e la borsa in questi giorni è negativa - aggiunge Foschi - anche dopo la tragedia, non è assolutamente previsto il minimo ripensamento del business. Continueremo a lavorare dal nostro quartier generale ligure e a mantenere la posizione di leader del mercato. Non abbiamo mai risparmiato, né mai pensato di risparmiare sulla sicurezza. Il nostro personale è addestrato scrupolosamente secondo gli standard internazionali. Le nostre navi sono certificate ISO 9001. Le dotazioni a bordo erano appropriate e più che sufficienti per affrontare l'emergenza. Non soltanto prendiamo le distanze dal comandante Schettino, ma ci dissociamo dal suo operato e da talune dichiarazioni, anche se offriremo assistenza legale al nostro dipendente e sarà l'inchiesta a fare definitivamente luce sulla tragedia. Purtroppo, non sono state rispettate totalmente le rigide disposizioni impartite ai nostri comandanti».