Banditi in villa, narcotizzano bimba e fuggono

Frosinone, cinque case assaltate in tre giorni. Ma stavolta c'è anche l'ipotesi del sequestro: alla piccola tagliata una ciocca di capelli. Giallo per i genitori della bambina

Roma - Ha visto un’ombra nera davanti al letto. Un istante dopo ha sentito due mani strette attorno al collo. Poi il nulla. Marika, sette anni, residente a Fontechiari, in provincia di Frosinone, al suo risveglio pensava di aver sognato. I suoi genitori, invece, Fabrizio e Simona, sabato mattina alle 6.50, si sono resi immediatamente conto di essere piombati in un incubo. È bastato guardare le macchie blu sul collo della figlia per capire che nella notte qualcuno si era introdotto dentro casa e l’aveva narcotizzata.

Il caso, tutt’altro che chiaro, è al centro delle indagini dei carabinieri di Sora. Le uniche certezze sono legate ai dettagli: la macchia bluastra dietro il collo della bambina, una ciocca di capelli tagliata a Marika e abbandonata sul cuscino, la finestra della sua cameretta forzata e il furto di mille euro e due quadri in argento. Gli investigatori dovranno accertare, però, se i malviventi, sembrerebbe due, che hanno violato l’intimità della famiglia di Fontechiari penetrando tra venerdì notte e sabato nella loro abitazione, avessero come scopo solo quello di rubare qualcosa o volessero spingersi oltre, magari sequestrando la piccola. Quest’ipotesi, infatti, non è da escludere e i capelli potrebbero essere stati tagliati proprio come «messaggio». Tutto è ancora da vagliare. «Mi ero svegliata perché avevo sete - racconta Marika -. Quando ho aperto gli occhi ho visto una scarpa e un’ombra vicino al letto, nella mia cameretta. Volevo urlare, chiamare mamma, ma non ci sono riuscita. Sembrava un incubo. Qualcuno mi ha preso per il collo e poi non ricordo più niente». Al pronto soccorso i medici hanno trovato la macchia blu e alcune ecchimosi sul collo e sulle gambe della bimba, come se l’avessero afferrata per strangolarla.

Sabato alle 6.50 Marika è andata a svegliare la mamma, raccontando quello strano ricordo. Simona, casalinga, alla vista della chiazza blu, si è precipitata nella stanza della figlia, dove ha trovato i capelli. «Sono stati attimi di panico - sospira -. Non riuscivo a capire. Mio marito era uscito alle 5 per andare nella fabbrica di palloncini di Casalvieri, dove lavora come operaio. Io sono entrata nella cameretta e ho realizzato: i malviventi erano penetrati in casa forzando proprio quella finestra». Non hanno fatto in tempo, però, a prendere alcuni apparecchi elettronici che avevano preparato, forse perché disturbati dai movimenti del capofamiglia, che non era ancora uscito. Quella di venerdì notte è l’ultima di cinque rapine con la tecnica del narcotico fatte negli ultimi tre giorni a Fontechiari. Nel mirino era finita anche la villa di un medico, dove i malviventi hanno fatto razzia di cellulari e oggetti in oro. Solo in una delle cinque abitazioni, il piano dei balordi non è andato a buon fine perché è scattato l’allarme.

Ora tra gli abitanti del piccolo comune della Valcomino regna la paura. Nulla, rispetto ciò che vivono in queste ore Simona e Fabrizio, terrorizzati anche soltanto dall’ipotesi che qualcuno volesse rapire la loro piccola Marika.