Bandito precoce A otto anni il primo guaio con la polizia

L'attività criminale di Vallanzasca comincia fin da bambino. Il suo primo incontro con la giustizia avviene a otto anni, per aver cercato di far uscire dalla sua gabbia la tigre di un circo vicino a casa sua. Il giorno dopo la polizia lo portato al Beccaria. Il fatto gli costò il trasferimento forzato a casa di una zia, in via degli Apuli, nel quartiere del Giambellino, periferia Sud di Milano. Qui mette su la sua prima banda, una «baby gang», ragazzini dediti a furti e taccheggi. Nonostante la giovanissima età, Vallanzasca è già un capo banda; diventa capo della Banda della Comasina, il più potente e feroce gruppo criminale a Milano in quegli anni. Grazie a furti e rapine, accumula molti soldi: auto di lusso, bella vita e belle donne. Ragazzo di bell’aspetto, verrà soprannominato «Il bel Renè» (nomignolo da lui detestato). Fino al giorno all’inizio della sua caduta. Nel ’72 quando, una decina di giorni dopo una rapina a un supermercato, viene arrestato dagli uomini della squadra mobile di Milano, all'epoca diretta da Achille Serra.