Bando pubblico: progetti giudicati da Legambiente

La Provincia stanzia i soldi ma sarà l’associazione ambientalista privata a decidere a chi darli

Enza Colagrosso

Parte la seconda edizione del “Bando delle idee” per i Comuni della “Piccola Grande Italia” della provincia di Roma promosso e finanziato dalla Provincia di Roma. Nella prima edizione sono stati presentati 65 progetti dai 66 piccoli Comuni coinvolti perché aventi, come richiesto nel bando, meno di 5000 abitanti e fra questi, le 10 proposte più interessanti selezionate, stanno per essere realizzate con il contributo finanziario complessivo, dato dalla Provincia di Roma, di 110mila euro. Ora se vogliamo immaginare una ripartizione salomonica dobbiamo pensare che ogni proposta selezionata avrà all’incirca 11mila euro per realizzare progetti finalizzati alla valorizzazione del territorio o del patrimonio artistico o di quello culturale di quei piccoli centri. «È l’ormai consueto modo di procedere che ama sbandierare la sinistra: pochi soldi ma per tutti - sottolinea il vicecapogruppo di Alleanza nazionale a palazzo Valentini Francesco Petrocchi -. Ma quello che poi vorrei toccare con mano è il riscontro che questa “pioggerellina” di soldi ha nel sociale, nell’ambiente o sul territorio. Questa però è un’altra storia, perché quello che trovo veramente incredibile - spiega il consigliere di An - è che in questo bando i soldi li stanzia la Provincia mentre le selezioni le fa Legambiente. In termini più semplici significa che siamo di fronte a un fatto conclamato che è questo: un Ente pubblico fa gestire i soldi dei cittadini a un privato. Perché credo che sia noto a tutti che Legambiente è un’associazione privata e per giunta politicamente schierata». Nel nuovo bando che scade il prossimo 21 aprile e che è stato indetto sulla scia del presunto successo avuto dalla precedente edizione, si legge chiaramente che “tutti i progetti dovranno essere presentati presso la sede di Legambiente Lazio, viale Regina Margherita 157 - Roma, e che alle 10 proposte più interessanti sarà attribuito un contributo pubblico complessivo di 120mila euro”».
«Ciò che lascia allibiti, in questo modo di procedere scelto dall’amministrazione Gasbarra - aggiunge Petrocchi - è che non viene data alcuna garanzia istituzionale visto che la procedura fa sorgere seri dubbi sull’obiettività e la trasparenza utilizzata nell’aggiudicazione dei fondi. Per questo sono certo di non sbagliare nell’affermare che il bando in questione è un bando farsa e questo perché, tra le altre cose, non può offrire alcun tipo di obiettività nella sua formula che prevede che progetti finanziati da un Istituzione pubblica vengano vagliati da un privato e per giunta di parte».