Banfi: stavolta mi sdoppio e divento cattivo

Paolo Scotti

da Roma

Con quella panciuta, affettuosa bonomia, potrà mai interpretare il ruolo del cattivo? Eppure questo è il nuovo sogno di Lino Banfi: «Qualcuno mi accusa di fare sempre il buono. Di far piangere e di piangere troppo. Così, visto che come attore mi piace trasformarmi, stavolta faccio il delinquente». Senza dimenticare l’inevitabile bontà: eccolo allora sdoppiare faccia e indole in Un posto tranquillo 2 - quattro nuove puntate della serie inaugurata due anni fa, su Raiuno a partire da lunedì - e accostare al già noto padre Raniero, frate placido e arguto, il suo sosia Rocco Mattone, pericoloso e feroce mafioso. Una somiglianza che non solo fornisce al racconto tutti i prevedibili equivoci (braccato dalla polizia il criminale si rifugia nel convento, per far fuori il frate e prenderne il posto) ma soprattutto rappresenta per Banfi «un test. La possibilità di verificare se il pubblico mi accetta nei panni del cattivo. Nel qual caso, potrei provare nuovi ruoli; cose tipo Un borghese piccolo piccolo, in cui l’eroe parte perbene e diventa malvagio». Tutta la carriera dell’ex comico da avanspettacolo è stata, del resto, un crescendo: «L’investitura definitiva l’ho avuta da Nino Manfredi. Quando giravamo il primo Un posto tranquillo mi presentò a suo fratello Dante dicendogli: “A Da’: abbiamo trovato un fratello nuovo”». E proprio al ricordo di Manfredi, che partecipò alla prima serie, Banfi ha voluto dedicare questa: «Ho chiesto che apparissero alcune sue immagini e io che dico: “Sentiamo tutti la tua mancanza”». Presto sul set del quinto Un medico in famiglia Banfi vorrebbe anche tornare alle sue origini: «Rifare un varietà televisivo, ad esempio; ma su un’idea nuova. O tornare al cinema. Ma dalla porta principale».