Bangkok, proteste: licenziato il capo della polizia

Il primo ministro della Thailandia
Somchai Wongsawat ha licenziato oggi il capo della polizia del Paese,
alimentando i timori che il governo si stia preparando per un giro di vite
contro i manifestanti che stanno occupando i due principali aeroporti di
Bangkok

Bangkok - Il primo ministro della Thailandia Somchai Wongsawat ha licenziato oggi il capo della polizia del Paese, alimentando i timori che il governo si stia preparando per un giro di vite contro i manifestanti che stanno occupando i due principali aeroporti di Bangkok. Il generale Patcharawat Wongsuwan, secondo quanto riferito dai media thailandesi, si era opposto al precedente ordine di mettere in atto un giro di vite contro i manifestanti che lunedì scorso hanno cominciato la loro "battaglia finale" per rovesciare il governo.

Ha gestito male la crisi
"Il licenziamento è il risultato del suo operato nella gestione della crisi", ha detto il portavoce del governo, Nattawut Saikuar, all’emittente tv Nbt, il giorno dopo che Somchai ha dichiarato lo stato di emergenza nel tentativo di porre fine alle occupazioni degli aeroporti. Decine di poliziotti in tenuta anti-sommossa si sono radunati oggi all’aeroporto internazionale di Bangkok, il Suvarnabhumi, senza tuttavia passare all’azione contro i manifestanti del partito dell’Alleanza per la democrazia (Pad), accampati davanti al terminal principale. All’altro aeroporto della capitale, il Don Muang, la polizia ha ordinato ai manifestanti di porre immediatamente fine all’occupazione, ma ha ammorbito l’ultimatum, dicendo di sperare che la situazione torni alla normalità nel giro di tre giorni.

In un mese persi 6 mld di dollari In precedenza il governo aveva detto che avrebbe usato "misure morbide" nei confronti dei manifestanti. Alla richiesta di trattative con la polizia, i manifestanti hanno risposto che "non inizieremo alcun colloquio con la polizia. Combatteremo fino alla fine", ha detto il portavoce Parnthep Pourpongpan rivolgendosi alla folla dei sostenitori del partito. L’occupazione degli scali aerei ha interrotto i collegamenti da e per la capitale della Thailandia, costringendo migliaia di turisti a restare nel Paese. L’università della Camera di commercio thailandese ha detto che il protrarsi per un altro mese del caos politico e dei blocchi degli aeroporti avrà un costo fino a 215 miliardi di baht (pari a 6 miliardi di dollari).