Bangkok, stop ai voli: è rivolta anti-governo

Proseguono le proteste contro il premier Wongsawat. I manifestanti hanno bloccato lo scalo dove domani dovrebbe atterrare il primo ministro. Assediato il parlamento

Bangkok - Diventa una questione internazionale la protesta anti governativa in Thailandia. Centinaia di manifestanti hanno preso d’assalto l’aeroporto internazionale Suvarnabhumi di Bangkok, dove sono stati bloccati i voli. Sul posto sono in corso scontri con la polizia. Manifestanti dell’Alleanza popolare per la democrazia, che da sei mesi ha ingaggiato un braccio di ferro con il governo del premier, Somchai Wongsawat, hanno sfondato i cordoni della polizia e sono entrati all’interno del terminal dell’aeroporto Suvarnabhumi di Bangkok fra i turisti terrorizzati. Gli oppositori con le vesti gialle, il colore della monarchia, hanno paralizzato lo scalo in vista del rientro in patria del premier, previsto per domani.

Scalo chiuso Le autorità aeroportuali hanno quindi decretato la chiusura a tempo indeterminato dello scalo, dove ogni anno transitano milioni di turisti. L’autorità che gestisce gli aeroporti della Thailandia (Aot) "ha deciso di chiudere Suvarnabhumi dopo che alcuni manifestanti hanno preso d’assalto il terminal", ha dichiarato un portavoce. "Abbiamo già informato le compagnie aeree. Alcuni voli potranno essere ridiretti verso Chiang Mai (nel Nord), Phuket (Sud) o verso altri aeroporti, ma Suvarnabhumi è chiuso dalle 21 (le 15 italiane)" fa sapere ancora l’ Aot.

Scontri e proteste Nuova escalation nelle tensioni in tutta Bangkok. E' di 11 feriti il bilancio degli scontri scoppiati tra manifestanti dell’opposizione e sostenitori del governo. Per sei di loro è stato necessario il ricovero in ospedale. L’episodio più grave è avvenuto al vecchio aeroporto di Don Muang, dove due vigilantes del’opposizione hanno sparato da un furgone contro i militanti filo-governativi che li accerchiavano. Due persone sono rimaste ferite. I vigilantes hanno detto di aver aperto il fuoco dopo esser stati attaccati con pietre e assi di legno.

Contro Shinawatra Gli ultimi eventi segnano un ulteriore aggravamento della crisi politica che si protrae da due anni e che è ormai giunta alla "battaglia finale" per cacciare gli alleati dell’ex premier in esilio Thaksin Shinawatra. Il comandante delle forze armate, il generale Songkitti Jaggabatara, ha negato che ci sia il pericolo di un nuovo golpe dopo quello che due anni fa portò alla cacciata di Shinawatra. Ma l’opposizione gli ha inviato una lettera per chiedergli che le forze armate si schierino nel conflitto in corso. Migliaia di manifestanti dell’opposizione assediano il parlamento e vari edifici governativi tra cui anche quelli in cui si riunisce l’esecutivo nel vecchio aeroporto di Don Muang, a nord della capitale.