Banjo, stivali e cappelli da cowboy con Randy Travis e Rhonda Vincent

Venerdì e sabato prossimo la saga del country Sul palco il cantautore e la star del bluegrass

da Gstaad

«Country Night», la più grande manifestazione di musica country dell'Europa continentale, giunge quest'anno alla 19esima edizione. La star dei concerti di venerdì e sabato prossimo a Gstaad, in Svizzera, è Randy Travis. Classe 1959, nato a Marshville nel North Carolina, Travis è stato l'antesignano del country neotradizionalista tracciando il solco per le nuove leve degli anni ’90. Randy comincia a cantare e suonare a 8 anni e il suo primo duo è con il fratello Ricky. Idolatra Merle Haggard e Hank Williams ma droga e alcol lo portano in età adolescenziale a frequentare le galere della contea.
A 17 anni la svolta: iscrittosi ad un concorso per nuovi talenti al Country City, honky tonk bar di proprietà di una certa Lib Hatcher, ottiene un contratto per due sere a settimana più un lavoro nelle cucine del locale. Nel 1981 la Hatcher, diventata sua manager, vende casa e bar e lo porta con sé a Nashville, chiamata a dirigere il Nashville Palace, un locale sito di fronte all'Opryland Hotel. Qui Travis canta ogni sera; incide anche un disco dal vivo con lo pseudonimo di Randy Ray senza successo. Deve attendere il 1985 per avere un'audizione alla Warner (che aveva rifiutato di metterlo sotto contratto ritenendolo «troppo country»): incide quindi On the Other Hand che ottiene un modesto 67° posto nelle classifiche country. Si rifà con 1982 che lo catapulta nella top ten: un successo tale che la Warner l'anno successivo ridistribuisce On the Other Hand che vola al numero uno della hit parade.
Seguono altri singoli di successo: Diggin' Up Bones e No Place Like Home. Il 1986 è l'anno di Storms Of Life, album d'esordio che vende 500mila copie. L’anno dopo Travis consacra il suo status di superstar country con il secondo disco, Always and Forever, che tocca quota 4 milioni di vendite nel 1990. Con un album all'anno fino al 1996, Travis segna un successo dopo l'altro, incastonando perle come I Told You So, Forever and Ever, Amen, Better Class Of Losers (queste ultime due scritte con Alan Jackson).
A metà degli anni ’90 il traghettamento è concluso: Travis passa il testimone a Garth Brooks e compagni, dedicandosi a cinema e tv e focalizzandosi su una discografia che spazia dalle radici gospel (Ispirational Journey), a quelle cristiane (Worship and Faith). Fino all'ultima sua fatica, Glory Train, disco di inni e spiritual con cui, a 20 anni dal suo primo contratto discografico, si riallaccia alle origini. Sei Grammy, cinque riconoscimenti della Country Music Association, 10 American Music Awards, 20 album e più di 24 milioni di dischi venduti in carriera: Randy Travis consegnerà certamente alla «Country Night di Gstaad» un concerto memorabile. Con lui ad esibirsi ci saranno Julie Roberts, il gruppo hillbilly dei Riders in the Sky e la Rhonda Vincent con il suo bluegrass al femminile..