Bankitalia, chiuderà una filiale su tre

da Roma

Le filiali Bankitalia da chiudere scendono a 33, dalle 74 della prima bozza di piano di riorganizzazione sul territorio. Ma i sindacati della banca centrale non sono ancora soddisfatti del salvataggio in extremis di Agrigento e La Spezia. «La nostra valutazione resta negativa», dicono alla Falbi.
Eppure, rispetto all’ottobre del 2006, quando il progetto venne presentato per la prima volta, il vertice di palazzo Koch è venuto molto incontro alle richieste sindacali. Alla fine del processo di ristrutturazione, le filiali pienamente operative resteranno 26, nei venti capoluoghi di Regione più le sedi di Bolzano, Brescia, Verona, Forlì, Salerno e Catania. Altre 25 filiali restano, ma con funzioni «ridotte», e con conseguente taglio del personale. Infine, sei sedi periferiche verrebbero specializzate nella vigilanza, nella forma di sedi distaccate senza autonomia organizzative; e altre sei verrebbero trasformate in centri contabili. Restano così solo 33 le sedi da chiudere completamente.
L’esito dell’incontro di ieri pomeriggio a palazzo Koch fra il governatore Mario Draghi, il direttore generale Fabrizio Saccomanni, il vicedirettore generale Antonio Finocchiaro e i dirigenti di sei sigle sindacali non è risultato, dunque, definitivo. Un nuovo incontro è previsto per giovedì prossimo. Il vertice di Bankitalia va comunque avanti nella definizione del piano di ristrutturazione, che sarà presenato a fine settembre al Consiglio superiore per l’approvazione formale.
Oltre alla riduzione delle sedi territoriali da chiudere, l’ultima proposta del Direttorio ai sindacati prevede la salvaguardia della filiale di Londra: in un primo momento, infatti, era stata decisa la chiusura dell’ufficio di King Street, nel cuore della City. Ma ai sindacati, in realtà, la questione delle sede estere è sempre stata pochissimo a cuore: il clou della vertenza è sempre stata la razionalizzazione delle strutture della banca nel territorio. Oggi Bankitalia è presente in ogni provincia italiana con le sue 97 filiali periferiche: l’accorpamento, in queste condizioni, è apparso inevitabile, pur provocando problemi al personale. In quest’ultima bozza di piano, gli ammortizzatori sociali previsti per i dipendenti delle filiali da chiudere vengono estesi all’intero personale coinvolto. A quanto riferiscono i sindacati, Draghi si sarebbe anche impegnato, nei casi di più difficile trasferibilità dei dipendenti, a considerare la possibilità di distacchi in altre amministrazioni pubbliche.