Bankitalia, conti in rosso per le famiglie

In un anno aumentati dell'8,45% i casi di "sofferenza": colpevoli i tassi sui mutui e il credito al consumo. A 265 miliardi i debiti per l’acquisto della casa. Alla Toscana il record dei mutui più elevati

Roma - Cresce il «rosso» nei bilanci delle famiglie italiane: che si tratti di mutuo casa, di credito al consumo, di pagamenti con le carte di credito o semplicemente di conto corrente con il segno «meno», l’ammontare delle sofferenze bancarie familiari è cresciuto in ottobre dell’8,46% rispetto allo stesso mese del 2006, superando quota 11 miliardi di euro. Il supplemento al bollettino statistico della Banca d’Italia conferma le difficoltà delle famiglie consumatrici, che - secondo i dati aggiornati all’ottobre 2007 - sono in sofferenza per, appunto, 11 miliardi e 292 milioni di euro. Erano 10 miliardi e 412 milioni un anno prima.

La crescita delle sofferenze bancarie delle famiglie risulta più sostenuta rispetto all’intero sistema privato, aziende comprese: se le prime hanno incrementato il «rosso», come abbiamo visto, dell’8,46%, la crescita complessiva è del 3,5% (da 47,728 a 49,410 miliardi di euro). Insomma, lo sbilancio familiare cresce a ritmo più che doppio rispetto all’intero sistema.

Si tratta di cifre complessive, e tuttavia appare chiaro che il peso maggiore è costituito dall’aumento dei tassi sui mutui casa, oltre che dei tassi sul credito al consumo. Gli interessi richiesti dalle banche per i prestiti alle famiglie sono cresciuti, mediamente, in un anno dal 4,82% al 5,71%. Nel novembre scorso, le famiglie risultavano indebitate per mutui casa per un ammontare complessivo - sempre secondo i dati dell’istituto centrale guidato da Mario Draghi - di quasi 265 miliardi di euro, con un incremento superiore al 10% rispetto a un anno prima. Tra mutui casa e credito al consumo, le famiglie si sono accollate in un anno circa 38 miliardi di debiti in più. Per fortuna, in novembre i tassi sui nuovi mutui hanno subito una lieve limatura: dal 5,86 al 5,82%.

Secondo un’indagine sul mercato immobiliare dell’Agenzia del Territorio, è la Toscana a guidare la classifica dei mutui mediamente più elevati. Il record spetta alla provincia di Lucca, con un importo medio dei contratti ipotecari pari a 168.416 euro, seguita dalla provincia di Prato. Al quarto posto Firenze e provincia, preceduta da Roma, dove il mutuo medio è pari a 161.622 euro. A livello di capoluogo, il mutuo medio più elevato viene registrato a Siena (quasi 182mila euro). All’estremità opposta della classifica, la Sicilia. Enna è l’ultima delle province, con un mutuo medio pari a 65 mila euro, mentre Ragusa è ultima fra i capoluoghi (8mila euro).