Bankitalia: entro l’anno «la rivoluzione» della governance Bpm

da Milano

Riforma entro l’anno per la Banca Popolare di Milano che recupera il 3% in Piazza Affari complice la giornata positiva dei mercati e del settore bancario. L’affondo alla governance dell’istituto cooperativo presieduto da Roberto Mazzotta è stato depositato ieri da Bankitalia sul tavolo del cda che si è impegnato a seguire le indicazioni ricevute. Una ventina i punti critici che gli ispettori hanno raccolto nelle 50 pagine di verbale illustrate al consiglio dalla responsabile della Vigilanza di Bankitalia Anna Maria Tarantola, accompagnata in Piazza Meda dal capo della sede di Milano Salvatore Messina. La relazione conterrebbe rilievi sulla autoreferenzialità, il ruolo e le funzioni del comitato strategico (nato all’indomani del fallito matrimonio con Bper per accompagnare Mazzotta nelle scelte cruciali del gruppo) e al rapporto cost/income considerato troppo elevato. La governance della Bpm, che permette alle organizzazioni dei dipendenti-soci di esprimere la maggioranza del consiglio di amministrazione, secondo Via Nazionale potrebbe rivelarsi di ostacolo anche nel caso si prospettassero altre possibilità di aggregazione. Di certo i rapporti tra il vertice e la base sono difficili da tempo e una parte dei dipendenti-soci si è più volte dimostrata in disaccordo con la linea tracciata da Mazzotta lamentando la scarsa informazione e condivisione delle scelte. Secondo Bankitalia, inoltre, la lista dei soci pensionati, che esprime due consiglieri su 20, non dovrebbe essere considerata di minoranza ma collegata alla principale. Bpm ha spiegato di essersi impegnata «ad adottare i provvedimenti indicati sia sulle questioni relative alla struttura e al funzionamento del governo aziendale, sia sulle questioni operative, nel rispetto dei tempi prescritti». Le critiche della Vigilanza, che promettono di sollevare un forte dibattito all’interno del gruppo, ricalcano quelle espresse da tempo dall’associazione soci non dipendenti. A cui si sono aggiunti negli ultimi mesi alcuni fondi di investimento e l’associazione Bpm 360 gradi promossa da Amber. La relazione di Bankitalia conterrebbe critiche all’operato del direttore generale Fabrizio Viola, le cui dimissioni saranno effettive da fine luglio. Quanto alla scelta del successore, dopo che il cda della settimana scorsa non era riuscito a trovare un’intesa sulla candidatura di Enzo Chiesa avanzata da Mazzotta, i consiglieri hanno intavolato discussioni per arrivare a una decisione in dieci giorni: questa mattina dovrebbe essere coinvolta la società di cacciatori di teste Egon Zehnder.
Bankitalia, da parte sua, ha rivolto un pressante invito al cda a scegliere anche un direttore generale vicario che possa assumere le funzioni in caso di bisogno.