Bankitalia: "Famiglie più prudenti nel risparmio"

Meno rischi nella gestione del risparmio. Palazzo Koch: rispetto al 2004 il numero di famiglie in possesso di certificati di deposito o titoli di stato registra una lieve crescita. in calo i titoli più rischiosi<br />

Roma - Le famiglie italiane rischiano meno nella gestione del risparmio. Secondo il supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia dedicato ai bilanci delle famiglie nel 2006, "rispetto al 2004 il numero di famiglie in possesso di certificati di deposito o titoli di stato registra una lieve crescita", pari a circa l’1%. È invece in calo la quota di famiglie in possesso di titoli più rischiosi: in particolare, la quota di nuclei familiari che possiede azioni diminuisce dell’1% e quella in possesso di gestioni patrimoniali o titoli esteri diminuisce dello 0,4%.

Famiglie più prudenti La percentuale di famiglie che hanno obbligazioni o fondi comuni di investimento risulta in crescita dello 0,2%. Nel complesso, la quota di nuclei familiari in possesso di almeno uno strumento finanziario, oltre il deposito, appare sostanzialmente invariata tra il 2004 e il 2006. Nel 2006, spiega Palazzo Koch, l’89,2% delle famiglie possedeva un deposito bancario o postale, l’8,5% titoli di Stato, il 12,1% obbligazioni e quote di fondi comuni e il 6,2% azioni e partecipazioni italiane. La diffusione dei buoni postali fruttiferi risulta minore (5,9%).

Le forme di risparmio Altre forme di risparmio riguardano segmenti ancora più ridotti della popolazione: l’1,6% delle famiglie investe i propri risparmi sotto forma di prestiti alle cooperative, l’1,4% li affida alle gestioni patrimoniali e il 2,1% acquista certificati di deposito o pronti contro termine. Solo lo 0,7% investe in titoli esteri. La diffusione delle attività finanziarie è legata alle caratteristiche familiari e, in primo luogo, a quelle economiche; la penetrazione degli strumenti finanziari è infatti crescente all’aumentare del reddito e del titolo di studio. Fanno eccezione i depositi postali, che, sebbene in misura inferiore rispetto al passato, hanno una diffusione maggiore nei comuni più piccoli, nel Sud e Isole, tra le famiglie con capofamiglia pensionato o dipendente, e una diffusione in calo al crescere del livello di istruzione del capofamiglia. Gli strumenti finanziari sono in generale più diffusi al Nord e al Centro, salvo i depositi postali, che sono più diffusi nel Mezzogiorno. In particolare, il 75% delle famiglie residenti al Sud possiede almeno un deposito, contro circa il 93% nel Centro e il 97% nel Nord. Il divario tra Nord e Sud è più marcato in termini relativi nel caso di azioni, obbligazioni e titoli di stato, dei quali la diffusione nel Nord è sei volte rispetto a quella nel Sud e Isole.