Bankitalia, i nuovi «paletti» per la governance bancaria

Le ricadute sulla galassia di Mediobanca e Generali

da Roma

Stop di Bankitalia alla sovrapposizione dei ruoli di gestione e controllo nelle banche. Con le nuove istruzioni di vigilanza in materia di organizzazione e governance societaria, emanate ieri a mercati chiusi, Via Nazionale introduce una serie di paletti che riguardano in particolare il sistema dualistico.
Negli statuti delle banche, che dovranno essere adeguati alle nuove disposizioni entro il 30 giugno 2009, dovranno essere individuate con chiarezza le competenze del consiglio di sorveglianza e del consiglio di gestione. «È necessario chiarire bene chi fa che cosa», spiegano i dirigenti di Via Nazionale. Inoltre, vengono individuati nuovi criteri per le retribuzioni dei dirigenti, in particolare sulle stock option che dovrebbero essere collegate a risultati economici «effettivi e duraturi».
Il clou del testo licenziato ieri da palazzo Koch concerne la chiara ripartizione dei compiti fra gli organi aziendali, nei tre sistemi di governo aziendale: il tradizionale (adottato dalla stragrande maggioranza degli istituti di credito), il monistico (di tipo anglosassone, non adottato in Italia ma possibile) e soprattutto il dualistico. Nelle nuove istruzioni, firmate da Mario Draghi, si prevede che «i componenti degli organi di controllo non possano assumere cariche in organi diversi da quelli di controllo presso altre società del gruppo o del conglomerato finanziario, nonché presso società nelle quali la banca detenga, anche indirettamente, una partecipazione strategica». Per strategica si intende una partecipazione pari ad almeno il 10% del capitale societario e al 5% del patrimonio di vigilanza (è il caso di Mediobanca-Generali).
Sempre nel caso di sistema dualistico di governo societario, «l’attribuzione di compiti di supervisione strategica al consiglio di sorveglianza non deve condurre a ingerenze di quest’ultimo nella gestione, per non snaturare di fatto la funzione di controllo». Le banche che adottano il duale dovranno dotarsi di un comitato per il controllo interno, all’interno del consiglio di sorveglianza, composto da personalità indipendenti per garantire «l’efficacia e l’efficienza della funzione di controllo». Allo stesso tempo, lo statuto delle banche deve prevedere che «almeno un componente del consiglio di sorveglianza partecipi alle riunioni del consiglio di gestione», a patto che faccia parte del comitato per il controllo interno dal quale è precluso il presidente del consiglio di sorveglianza. Norme, quelle appena citate, che sembrano impattare in primo luogo sulla galassia Mediobanca-Generali. Il presidente Antoine Bernheim potrebbe infatti essere costretto a scegliere tra il cda del Leone e il consiglio di sorveglianza di Mediobanca (entrambi gli organi scadono nel 2010). Anche Carlo Pesenti e Jonella Ligresti potrebbero non sedere più in parallelo al vertice di Piazzetta Cuccia e Rcs, ma bisogna tenere conto che Italmobiliare e Fonsai sono azionisti diretti della società di via Rizzoli. Le istruzioni di Bankitalia stabiliscono poi un sistema innovativo per la remunerazione degli alti dirigenti delle banche. Dovrà essere l’assemblea a definire le politiche retributive del management e dei piani di compenso basati su strumenti finanziari (stock option e altri), «con sistemi e meccanismi volti ad assicurare il collegamento del compenso a risultati effettivi e duraturi».