«Da Bankitalia nulla: Frasca è agitato Oggi lo interrogano, sembra un morto»

L’ad del gruppo assicurativo parla preoccupato del «casino» dentro Via Nazionale. E attacca Bbva: «Ricattano le banche d’affari»

da Milano

Accuse di ricatti. Dialoghi vagamente surreali con banchieri. Numeri e nomi. C’è spazio per tutto nelle telefonate intercettate dalla Guardia di finanza che riempiono le giornate estive di Gianni Consorte impegnato nella contro Opa su Bnl. Ma certo la situazione dentro Bankitalia preoccupa particolarmente il capo di Unipol. È il 6 luglio e Consorte parla con un alto dirigente di Unipol, Vanes Galanti, «per ora ufficialmente quindi Bankitalia non scuce niente, quindi le... le... rimane riservata?», chiede Galanti. L’ad di Unipol non nasconde i suoi timori: «No, no, no, questi sono riservati, tra l’altro c’era Frasca, sembrava un morto perché oggi viene interrogato quindi... era molto agitato, quindi un casino».
Le accuse a Gonzales. In un’altra conversazione invece Consorte si lancia in un attacco al presidente di Bbva (la banca spagnola che aveva lanciato l’Opa su Bnl) Gonzales, accusandolo di «ricattare» le banche d’affari. L’interlocutore di Consorte è tal Guido che la Guardia di finanza individua «presumibilmente» in Guido Vitale. Consorte gli chiede di intervenire su Société Générale «devi provare Guido, perché Paribas ci (voce disturbata) in tutte le operazioni ma non se la sente perché, cosa che tu non sai ma adesso io te lo dico,... Gonzales ha chiamato sia Crédit Suisse che Paribas che Royal Bank e li ha, e li ha ricattati... e l’unica che ha tenuto botta chiaramente è Credit Suisse no?!... e gli altri hanno mollato, e gli ha detto che se loro facevano ’st’operazione in appoggio a Unipol non avrebbero più lavorato e gli avrebbero fatto la guerra».
«Il 51 per cento è sicuro». Del resto a Consorte non fanno difetto né la franchezza né la loquacità. Che anzi in qualche caso mettono in imbarazzo gli interlocutori. Come accade il 10 luglio. Dall’altra parte del telefono c’è Luigi Grasso di Nomura Bank. «Se lei deve sentire i suoi colleghi, le do qualche altra informazione», esordisce Consorte. «Dunque noi siamo messi così... Noi lunedì (pensiamo) di chiudere l’accordo con il contro-patto. Nel senso che abbiamo trovato una serie di imprenditori, di istituzioni amiche, che dovrebbero acquistare il loro 27%». E continua: «Naturalmente l’acquisto di questo 27% è con una call che ci danno a nostro favore, perché poi quando lanciamo la contro-Opa ti può arrivare il 49% ma ti può arrivare anche zero, no?». Potrebbe bastare, ma Consorte va oltre e rivela il suo vero disegno: «In modo tale che noi abbiamo comunque la certezza lo stesso di prendere il 51 che già abbiamo in mano a questo punto. Chiudendo con il contro-patto noi abbiamo già il 51... ...Quindi i rischi sono... insomma abbastanza limitati...». Grasso a questo punto si fa ovviamente prudente: «Io questo... io... io... io questo non l’ho sentito». Ma il capo di Unipol lo rassicura: «No, no ma noi... ma noi... io l’ho già detto alla Consob». E il banchiere di Nomura tira un sospiro di sollievo: «Sì... bene, allora l’ho sentito un po’ di più».
(2.Fine)