Bankitalia, partono gli scioperi

da Roma

Un disegno per mantenere al potere l’attuale gruppo di vertice di Bankitalia e «normalizzare» il pensiero degli alti dirigenti «al volere del vertice». Questa la maggiore responsabilità di Bankitalia secondo i principali sindacati, che scioperano oggi «contro l’arroganza e la prepotenza di questo vertice», come spiega il segretario generale della Falbi Confsal, Luigi Leone. Uno sciopero, dice Omero Papi, il presidente del Cida, il sindacato nazionale dei dirigenti di Via Nazionale, «per richiamare l’attenzione del vertice aziendale sull’esigenza di abbandonare la linea che nega il pieno diritto alla contrattazione di ogni modifica degli accordi negoziali» e per «censurare l’orientamento di fondo oggi perseguito dalla banca, contrario al fisiologico ricambio generazionale nelle posizioni di responsabilità».
Sono diverse le questioni che hanno portato Fisac-Cisl, Cida, Fiba-Cisl, Falbi-Confsal, Sibc-Cisal e Uilca-Uil a proporre al personale di Bankitalia, sedi periferiche incluse, di incrociare le braccia oggi, bloccando gli straordinari fino al 16 dicembre. Innanzitutto il contratto. Sciopera invece il 15 dicembre, contro «l’arroganza del direttorio», la Fabi.
«Siamo giunti a fine 2005 - spiegano i sindacati - senza rinnovare il contratto 2002-2005 (la cui validità ordinaria scadrebbe tra un mese) e l’accordo sulla previdenza complementare scaduto da quasi due anni».