Bankitalia: "Pil cala, ma la recessione rallenta"

L'aveva anticipato Draghi a Praga, lo conferma il bollettino di via Nazionale: &quot;Il pil scende per il quatro trimestre consecutivo, ma alcuni segnali indicano una frenata della crisi&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=342965" target="_blank">E l'Ocse sottolinea: &quot;In Italia attenuazione del deterioramento dell'economia&quot;   </a></strong>

Roma - Il pil cala ancora. E' il quarto trimestre consecutivo di calo del prodotto interno lordo. Ma la recessione rallenta. Almeno in Italia. Lo aveva anticipato il governatore di Bankitalia Mario Draghi al forum economico di Praga, lo conferma il bollettino di via Nazionale. "L’Italia dovrebbe vedere nel primo trimestre dell’anno il quarto calo consecutivo del pil, ma si intravedono alcuni segnali prospettici di allentamento della forza della recessione". "Ma - avverte la Banca d’Italia - i segnali non sono ancora tali da prefigurare un arresto della caduta produttiva".

Un 2010 in ripresa Via Nazionale ricorda come nelle fasi recessive del 1974-'75 e del 1992-'93 le esportazioni avevano rapidamente riavviato l’attività, favorite, rispettivamente dalla pronta ripresa del commercio internazionale e dalla svalutazione del cambio mentre "la natura globale dell’attuale recessione rende incerti i tempi del ritorno su un sentiero di crescita che secondo le istituzioni internazionali e i previsori privati potrebbe avviarsi nel prossimo anno". La situazione italiana si inserisce in un quadro globale dove "gli effetti della crisi finanziaria sull’economia si stanno manifestando con virulenza". Anche qui tuttavia "alcuni dati più recenti - scrive la Banca d’Italia - la cui significatività e tenuta andranno valutate nelle prossime settimane, suggeriscono un possibile rallentamento della caduta produttiva negli Stati Uniti, in particolare con riferimento al mercato immobiliare e ai consumi". Da verificare anche gli effetti delle "eccezionali misure di politica economica adottate in quasi tutto il mondo per stimolare la domanda aggregata".

Fiducia delle famiglie Restano incerte le prospettive delle famiglie per il 2009 a causa "delle incertezze sulle prospettive occupazionali" che hanno "compensato gli effetti di stimolo sui consumi del calo dell’inflazione. Nonostante gli effetti positivi sul bilancio familiare e sulla possibilità di risparmiare determinati dal rapido calo del’inflazione e dei tassi di interesse, sono peggiorati i giudizi sul quadro economico" e in particolare "sull’andamento dell’occupazione". In particolare, rileva il bollettino, "fra il mese di giugno 2008 e lo scorso marzo, la percentuale delle famiglie che si attendono un aumento della disoccupazione nei prossimi mesi è salita di circa 45 punti percentuali, all’80%, in linea con picco storico registrato nella fase recessiva all’inizio degli anni ’90".

I conti pubblici "La recessione sta peggiorando i conti pubblici e nel 2008 è tornato a crescere il disavanzo, al 2,7% del prodotto". Questo uno dei segnali negativi secondo Bankitalia . "Le entrate hanno registrato nel complesso un forte rallentamento e le imposte indirette sono diminuite". In particolare l’istituto centrale ricorda come il rapporto tra debito pubblico e prodotto è aumentato a 105,8%, tornando sui livello del 2005. "Per il 2009 - si legge - a febbraio il governo stimava un ulteriore aumento del disavanzo, di un punto percentuale del pil, dovuto all’aggravarsi della congiuntura. Un aggiornamento delle previsioni è atteso nel mese in corso". La Banca d’Italia rileva poi come "l’azione discrezionale di sostegno alla domanda aggregata, iniziata alla fine del 2008, trova un vincolo nell’elevato debito pubblico e a fine febbraio il governo l’ha rafforzata introducendo incentivi alla domanda, soprattutto di beni durevoli e sgravi fiscali alle imprese".