Da Bankitalia il primo via libera a Unipol-Bnl

Palazzo Koch: «Nessun problema di concorrenza». Attesa per il verdetto dell’Isvap e il giudizio definitivo della Vigilanza. Da giovedì il road show di Consorte

Massimo Restelli

da Milano

Sinergie, riduzione di costi, dettagli del piano industriale: ottenuto un primo via libera da Bankitalia, l’amministratore delegato di Unipol Giovanni Consorte raccoglie le idee per sottoporre al giudizio di Piazza Affari l’agognato matrimonio con Bnl. L’avvio del road show è fissato per la seconda metà della prossima settimana (probabilmente giovedì) nella sede milanese della controllata Aurora a San Donato per poi ripetere l’«esame» nei principali mercati del Vecchio Continente.
Una prova alla quale il top manager si presenterà con in tasca il via libera della Consob all’Opa sul 59% del gruppo presieduto da Luigi Abete (2,7 euro per azione) e la consolazione che per Bankitalia l’aggregazione non solleva problemi perlomeno dal punto di vista della concorrenza. Una conclusione attesa, quella ufficializzata ieri da Via Nazionale sulla scorta del parere ricevuto dall’Antitrust, ma che segna un’altra tappa del viaggio con cui Consorte, l’«Enrico Cuccia» della finanza rossa, punta a fondere i due gruppi entrando così nel novero dei grandi banchieri italiani. Evitata l’apertura di un’istruttoria da parte di Bankitalia, Unipol dovrà definire i dettagli dell’aumento di capitale da 2,6 miliardi, già passato al vaglio dell’assemblea, che abbinato a strumenti finanziari fino a 1,4 miliardi darà a Unipol (2,8 miliardi la capitalizzazione) l’ossigeno necessario per acquistare una banca che in Borsa vale 8,1 miliardi. Nella cura ricostituente rientra anche la cessione fino al 35% della controllata Aurora (800 milioni l’incasso previsto) che Consorte conta di firmare entro il mese di ottobre. Dall’altra parte del tavolo ci dovrebbero essere il fondo Clessidra di Claudio Sposito e la giapponese Nomura che in prospettiva otterrà anche un posto nel consiglio di Bnl accanto alla Hopa di Emilio Gnutti.
Prima di vedere materializzarsi l’Opa, messa in agenda dalla prima decade di novembre a Sant’Ambrogio, occorrerà però aspettare l’ultima parola di Bankitalia che, valutata la forza patrimoniale del gruppo, scriverà il verdetto definitivo sull’operazione. Ancora da superare anche lo scoglio dell’Isvap che dovrà sciogliere le riserve sul fatto che l’avventura bancaria stravolga l’oggetto sociale della compagnia con la conseguenza di concedere il diritto di recesso ai propri azionisti.