«In Bankitalia sono spariti i verbali sugli incontri tra Fazio e Consorte»

Gianluigi Nuzzi

da Milano

Ex ministri e grand commis, pressioni e sollecitazioni, con l’azione dei Pm simile a un tir impietoso che s’avvicina nello specchietto retrovisore. E una prima ipotesi inquietante: in Banca d’Italia, la scalata Unipol a Bnl pare vista con la stessa benevolenza accordata alla Lodi di Fiorani all’assalto di Antonveneta. Questo almeno traspare dalle intercettazioni. A iniziare da quelle compiute sul telefono di Francesco Frasca, capo vigilanza della banca centrale. Intercettato dalle 16.41 dell’8 luglio per l’inchiesta su Fiorani emerge la costruzione della scalata Unipol a Bnl. Targata Consorte e Ds.
VISCO VUOL FARE CIFRA
La prima telefonata chiama in causa l’ex ministro ds delle Finanze Vincenzo Visco. Sarebbe infatti lui a chiamare la segretaria di Frasca. Lo si capisce a mezzogiorno del 12 luglio. Il capo della vigilanza è nell’ufficio del governatore Antonio Fazio, sente la sua assistente. Dal brogliaccio si legge: «Frasca per segretaria: la segretaria dice che ha chiamato la segretaria di Visco... Frasca le dice di chiamare Gianni Castaldi (alto dirigente della vigilanza, ndr)... Frasca dice (a segretaria o Castaldi, ndr) di trovarsi dal Governatore e che il ministro (Visco, ndr) vorrebbe fare “cifre” per il giorno 15. Frasca gli chiede se faranno in tempo a preparare una memoria e a dargliela. Frasca dice che ieri pomeriggio l’ha chiamato l’avvocato Josh della Bbva dicendogli che non hanno risposto a una loro lettera del 5 luglio. Frasca crede che si tratti del problema del controllo di fatto tra il 30 e il 50... Frasca gli chiede di fare questa verifica».
SOS DI CONSORTE
Passa il pomeriggio. Alle 18.21 scambio di telefonate tra Gianni Consorte e Frasca: «Gianni gli dice che ha bisogno di lui». Ben 17 minuti di conversazione. Con Consorte che afferma di aver già la maggioranza in Bnl: «Gianni gli riferisce che domani dovrebbero chiudere l’operazione con gli immobiliaristi e coloro che comprano sono Crédit Suisse, Nomura e Deutsche Bank (4,99% a testa), poi (...) Coop e Hopa, collocando così il 27,12%. Aggiunge che le banche che fanno patto con loro detengono il 9,37%, loro hanno il 10 e sono in attesa del 5%. Allo stato dovrebbero avere il 51,6». Insomma la maggioranza ancor prima di lanciare l’Opa. Consorte scende fin nei minimi dettagli: fidejussioni bancarie per 4 miliardi, aumento di capitale per 2,5 e 1,5 di prestito subordinato».
FAZIO: VENGA CONSORTE
Alle 19.01 Frasca dice Consorte che «il Governatore voleva incontrarlo per capire bene tutta la struttura. Gianni gli riferisce che se è necessario scenderà domani a Roma per incontrarlo. Frasca gli chiede se sarà presente all’Assemblea dell’Abi e Gianni gli dice che se gli farà sapere quando potrà incontrare il Governatore allora sarà lì. Gianni dice di aver parlato con De Polis (funzionario estensore dell’ok all’Opa, ndr) poiché non c’era Clemente. Frasca gli farà sapere dell’incontro con il Governatore».
QUELLE FRASI DA GALERA
Ma in Banca d’Italia non tutti sono d’accordo sulla posizione tenuta su Antonveneta e Bnl. Lo si capisce il 13 luglio quando il pm Perla Lori di Roma chiede copia dell’autorizzazione firmata da Fazio nella notte tra l’11 e il 12 all’Opa della Lodi su Antonveneta. Luigi Donato, dirigente del Servizio rapporti con la Magistratura, manda via fax tutte le carte a piazzale Clodio. Frasca è inquieto: «Dice che ha chiesto indietro i fascicoli che erano da Angelo De Mattia (capo segreteria particolare Fazio, ndr) al fine di controllare che lo stesso non abbia messo frasi sibilline che mandano in carcere la gente come quelle tipo “Concordo con le tue indicazioni”, cosa non vera».
DAL BACIO AL RINGRAZIAMENTO
E che De Mattia abbia un ruolo centrale lo si capisce dal testo integrale della famosa telefonata notturna, anticipata proprio da Il Giornale, tra Fazio e Fiorani con l’ok all’Opa e il bacio in fronte. Perché a un certo punto Fazio passa la cornetta a De Mattia. Fiorani euforico vuole «ringraziare» e cerca di capire bene a che ora il mercato verrà informato dell’ok all’Opa Bni su Antonveneta.
Fazio(FZ): «Comunque si vuole, domattina avverto la Consob eh, va bene... poi facciamo un comunicato noi, lo facciamo adesso lo dispaccio va bene...».
Fiorani (F): «Tonino guarda io non so come ringraziarti, veramente tanto guarda. M’hai dato una bel... m’hai dato la vita che per un po’ di giorni avrò perso ma mica perché c’entravi tu... e tieni conto che ogni passaggio che tu hai fatto l’ho letto con la chiave giusta, la chiave dell’Istituzione, che è importante questo fatto... sappi che farlo con questa telefonata è farlo in maniera diversa rispetto a quello che poteva essere... perché mercoledì sono a Roma e avrò l’incontro».
FZ: «Così mercoledì vieni all’Abi?».
F: «No guarda io verrò la mattina senonché mi ha convocato il pm Toro per le 11 e questo qua...».
FZ: «E quindi per mercoledì sei convocato... (...) Va bene grazie e Auguri! Adesso ti passo Angelo».
De Mattia (DM): «Pronto».
F: «Angelo... Come posso fare per ringraziarti?».
DM: «...No, ti volevo dire solo questo, poi ne parliamo a voce».
F: «Sì è meglio».
DM: «Domani noi verso le 9.00, 9.15 diamo la notizia dopodiché a te ti arriverà tramite Milano».
FRASCA ACCUSA FAZIO
Iniziano i primi interrogatori tra Roma e Milano. Frasca è sulle spine. E il 13 luglio rivolge una confidenza a un amico: «Frasca dice che loro (i Pm milanesi) hanno visto molto male questa valutazione (su Antonveneta, ndr). Frasca dice che si stanno avvicinando a lui, di aver fatto da passacarte nei confronti del Governatore».
I VERBALI SPARITI
«18 luglio ore 22.44. Frasca chiede se ha notizie di Clemente e Castà (capi ispettori, ndr). Luigi (Donato?, ndr) dice che li ha incrociati e che erano entrambi sconvolti (...). Frasca dice che non sa come fare perché non ci sono verbali delle riunioni che ha tenuto il Governatore (...), senz’altro gli incontri tra il governatore, Consorte e Sacchetti (Ivano Sacchetti, braccio destro di Consorte, ndr), avvenuti alla sua presenza, devono essere segnati dalla segreteria particolare del Governatore. Luigi dice che i Pm vogliono sapere quali sono stati gli incontri e i loro contenuti anche se non sono stati verbalizzati».