Bankitalia, con Visco e Carosio ecco il primo «Direttorio a 5»

da Roma

Si completa, a un anno esatto dalle dimissioni traumatiche di Antonio Fazio, il nuovo organigramma di vertice della Banca d’Italia. Il Consiglio superiore di via Nazionale ha difatti nominato Ignazio Visco e Giovanni Carosio nuovi vicedirettori generali dell’Istituto. Pierluigi Ciocca ha rassegnato le dimissioni in anticipo rispetto alla scadenza naturale di marzo e lascerà palazzo Koch il prossimo 28 dicembre. Si tratta del secondo pensionamento eccellente, dopo quello di Vincenzo Desario, sostituito alla direzione generale da Fabrizio Saccomanni. Del Direttorio precedente all’arrivo del governatore Mario Draghi resta in carica il solo Antonio Finocchiaro.
Le nomine sono scattate una volta approvato il nuovo statuto della Banca centrale, che prevede un Direttorio allargato a cinque componenti (governatore, direttore generale, tre vicedirettori generali) che può deliberare a maggioranza. Il nuovo Direttorio di via Nazionale ha senza dubbio una «cifra» radicalmente diversa rispetto al precedente. Come è accaduto nel caso di Saccomanni - che anni fa aveva lasciato la banca per diventare vicedirettore della Bers a Londra - anche Ignazio Visco (nessuna parentela con il viceministro dell’Economia) si era trasferito per lungo tempo a Parigi, come capo economista dell’Ocse. Ritornato a Roma, dopo un periodo di parcheggio a cui lo aveva costretto Fazio, ha assunto lo scorso marzo l’incarico di responsabile dell’area della Ricerca economica, uno dei servizi di punta della Banca centrale. Sempre lo scorso marzo Giovanni Carosio era stato nominato da Draghi responsabile, al posto di Francesco Frasca, della Vigilanza creditizia e finanziaria: proprio quel servizio che era stato sotto accusa durante gli ultimi tempi del governatorato Fazio, durante le vicende Antonveneta e Bpl.
Con l’uscita di Pierluigi Ciocca e le due nuove nomine si chiude defintivamente un ciclo per via Nazionale. Al vicedirettore dimissionario sono giunti i ringraziamenti di Draghi per l’opera svolta alla Banca d’Italia in quasi quarant’anni di servizio (vi era entrato nel ’67) e per il sostegno e l’appoggio che Ciocca ha assicurato al neogovernatore. Economista di vaglia, studioso dei problemi del lavoro, della concorrenza, del diritto societario, per lunghi anni ghost writer di Carlo Azeglio Ciampi (oltre che esperto e appassionato di boxe e di tennis), Ciocca ha contribuito non poco alla ricerca economica e giuridica della Banca d’Italia. L’ultima sua uscita publica è stata nei giorni scorsi a Sassari, durante una cerimonia in onore di Stefano Siglienti.
Il passaggio di Visco e Carosio dalla posizione di funzionari generali al Direttorio comporta, a cascata, nuove nomine nei gradini più elevati di palazzo Koch. Per la guida della ricerca economica, il candidato naturale è il capo del servizio studi, Salvatore Rossi. Maggiore incertezza, invece, per quanto riguarda la Vigilanza. Si parla di Carlo Pisanti, Giovanni Castaldi e Claudio Clemente (nomi, questi ultimi, che erano emersi durante la vicenda Bpl per i contrasti con il governatore). Ma non è esclusa una diversa soluzione: il trasferimento di Anna Maria Tarantola - attuale ragioniere generale di Bankitalia - alla responsabilità della Vigilanza.