Barça e Manchester, è quasi fatta. E Gourcuff vuole il trono di Francia

Nella sfida della Liga il Barcellona vince 6-2 a Madrid: successo storico e titolo ormai sicuro a 7 punti di vantaggio. Premier: lo United mantiene 3 lunghezze sul Liverpool. In Francia Lione ancora ko. Marsiglia solo pari, il Bordeaux dell'ex milanista lo agguanta in vetta

INGHILTERRA. Non si arresta la crociera superlusso del Manchester United, che veleggia verso la conquista della Premiership mantenendo i tre punti di vantaggio (sempre con un match in più da giocare) sul Liverpool. Nemmeno lo scalo a Middlesbrough, alle foci del fiume Tees, aggiunge zavorra al fuoribordo nelle mani del comandante Sir Alex Ferguson. Al Riverside Stadium, i Red Devils affilano il sinistro e con due diagonali precisi e potenti di Giggs e Park regolano il Boro di Southgate, penultimo in classifica e ben lontano dai fasti di Ravanelli e Juninho Paulista. Prova di forza e solidità di uno United decisamente con la testa (e il turnover) al ritorno di Champions contro l'Arsenal. Concentrato sul campionato è invece il Liverpool, che si sbarazza del Newcastle, altra nobile decaduta che neppure l'arrivo in panchina di un mito come Alan Shearer ha saputo risollevare dalla zona retrocessione. Ad Anfield Road ci pensano Benayoun, Kuyt e Lucas Pezzini. Tre gol anche per Chelsea e Arsenal, stabili al terzo e quarto posto. I Blues vincono 3-1 il derby con il Fulham grazie ad Anelka, Malouda e Drogba, mentre i Gunners sfoderano i giovani terribili e tornano da Portsmouth con un rotondo 3-0 firmato da Bendtner (doppietta) e dal messicano Carlos Vela. Bene anche l'Everton (2-0 a Sunderland), Manchester City (3-1 al Blackburn, ancora in gol Robinho) e il West Ham di Zola, che grazie alla punizione dell'ex livornese Diego Tristan vince 1-0 a Stoke-on-Trent e agguanta il 7° posto, che fa ancora sperare in una qualificazione Uefa.
SPAGNA. Game, set, match. La partita è finita e il Barcellona festeggia (anche se non ancora aritmeticamente) la conquista della Liga nel modo più roboante e soddisfacente possibile, ovvero rifilando sei gol ai rivali del Real Madrid al Santiago Bernabeu. Il 6-2 dei blaugrana è il secondo risultato casalingo peggiore di sempre per i Blancos (dopo uno 0-6 per mano dell'Athletic Bilbao che si perde nella notte del futbol), ma per l'86% dei tifosi della Real casa è il ko più doloroso della storia. Eppure le Merengues erano in rimonta: dall'arrivo di Juande Ramos una sconfitta (col Barça all'andata), 17 vittorie e un pareggio contro l'Atletico nel derby. A 4 punti dalla vetta il ribaltone era possibile. E dopo qualche minuto, con il gol di Higuain che portava il Real in vantaggio, la Liga sembrava riaperta. Illusioni. Pochi istanti e Henry pareggiava. Pochi minuti e Puyol di testa portava in vantaggio i catalani. Poche decine di minuti e Messi chiudeva il primo tempo sul 3-1. La Liga sembrava già di nuovo chiusa. Eppure Sergio Ramos di testa faceva sperare nel colpaccio. Illusione numero due. La difesa madridista è un colabrodo (Cannavaro imbarazzante) e il Barça va a nozze: Xavi è geometra e architetto, Messi e Henry infilano per le rispettive doppiette e Piqué (che di cognome materno fa ironicamente Bernabeu) chiude sul tennistico 2-6. Game over, appunto, e umiliazione servita. Se la Liga ha un vincitore quasi ufficiale, anche la volata Champions per il terzo posto sembra delinearsi. Il Siviglia, infatti, interrompe la serie negativa vincendo a Villarreal per 2-0 (in gol la coppia d'attacco Luis Fabiano-Kanoutè) e porta a 4 i punti di vantaggio sul Valencia, uscito con le ossa rotte da Montjuic dopo il 3-0 subìto dall'Espanyol. La doppietta di Forlan consente all'Atletico Madrid di salire al quinto posto, mentre in coda gran colpo del Recreativo Huelva che a Pamplona ribalta il vantaggio dell'Osasuna e vince 2-1, portandosi a un solo punto dalla salvezza. Bene anche il Numancia ultimo, che ancora spera grazie al 2-0 sul Malaga. Occasione sprecata per tirarsi fuori dalle sabbie mobili della Segunda per lo Sporting Gijon, che si fa recuperare al 90' dall'Athletic Bilbao con Iraola.
GERMANIA. Una coppia da 42 gol è difficile da trovare nel resto d'Europa. Il bosniaco Dzeko e il brasiliano Grafite sono l'arma in più che sta consentendo al Wlfsburg di mantenere la testa della Bundesliga. L'Hoffenheim in caduta libera dura solo un tempo. Poi, quattro gol dei biancoverdi della Volkswagen sistemano le cose. Rimane a tre punti di distanza il Bayern Monaco. Per il debutto sulla panchina bavarese, al tecnico Jupp Heynckes capita come avversario quel Borussia Moenchengladbach nelle cui fila divenne famoso come attaccante (e vinse 4 titoli e una Coppa Uefa). Nessuno spazio per la nostalgia, però, perché il Bayern deve vincere per sperare di agguantare il Wolfsburg. Deve vincere, e lo fa, grazie a Schweinsteiger e Altintop che confezionano il 2-1 finale. Rallentano invece le altre inseguitrici: solo 1-1 nella sfida diretta tra Amburgo ed Hertha Berlino, mentre lo Stoccarda terzo in classifica non va oltre il 2-2 a Bielefeld. Werder Brema ko a Colonia, Diego sempre più lontano dal Weserstadion.
RESTO D'EUROPA. Questione di mare, lo scudetto in Francia. Dopo sette anni di dominio, il Lione dà quasi ufficialmente l'addio al titolo: la sconfitta per 2-0 subita dal modesto Valenciennes chiude un ciclo. A 7 punti dalla vetta, la Ligue1 non è più affare del Lione. Il titolo prenderà invece la strada del mare, dove tornerà otto anni dopo l'ultimo successo del Nantes. Resta solo da decidere se andrà - come allora - sulle sponde dell'Atlantico, o se prenderà la via del Mediterraneo. Già, perché in vetta alla classifica ora sono appaiate Marsiglia e Bordeaux: Aquitania contro Provenza, Atlantico contro Mediterraneo. L'ultimo turno ha sorriso ai Girondins, che hanno regolato per 3-0 il modesto Sochaux (in gol l'ex milanista Gourcuff) e agguantato l'Olympique, due volte sotto e due volte in grado di rimontare il Tolosa in casa. Tutto invariato invece in Scozia, dove il Celtic mantiene un punto di vantaggio sui Rangers. I biancoverdi cattolici vanno sotto ad Aberdeen, ma ribaltano il match con Caldwell e il solito McDonald per il 3-1 finale. I blu protestanti non soffrono neppure troppo con gli Hearts terzi in classifica (2-0, Velicka e Boyd). Poco da decidere in Olanda. L'AZ Alkmaar già campione (e che ha vietato all'allenatore Van Gaal di accasarsi al Bayern l'anno prossimo) perde 3-0 sul campo del Twente - ormai quasi sicuro del secondo posto. Malissimo l'Ajax di Van Basten, umiliato per 4-0 a Rotterdam dallo Sparta e ora avvicinato a 3 punti dal Psv. Ancora in gol l'ex milanista Tomasson nel 2-2 del Feyenoord a Utrecht. Per finire, in Portogallo giochi quasi chiusi e Porto a un passo dal titolo. I Dragoes - nella patria di quel Cristiano Ronaldo che li ha eliminati dalla Champions League - incrementano a 6 punti il loro vantaggio sullo Sporting Lisbona. A Funchal, infatti, i biancoblu vincono 3-0 con il Maritimo (ancora in gol Raul Meireles, uno dei più interessanti centrocampisti in circolazione), mentre i biancoverdi di Lisbona vengono bloccati sullo 0-0 a Coimbra dall'Academica. Il Benfica ko in casa del Nacional dice addio a ogni sogno di rimonta.