Il Barça guadagna tempo Galliani: guerra per Dinho

Il club catalano: il Manchester City offre 32 milioni. Ma il giocatore vuole il Milan e ha 48 ore di tempo per arrivare con l’offerta giusta. L'ad milanista: "E' dura, ma ci proviamo"

«Ronaldinho tiene che salir con todos los honores»: firmato il presidente del Barcellona Laporta. Ronaldinho deve lasciare Barcellona con tutti gli onori: è l’annuncio di un divorzio già deciso, inevitabile ormai ma da consumarsi secondo uno stile intelligente, niente veleni né polemiche, ancor meno ricorsi a contenziosi legali, minacciati nei giorni scorsi attraverso scarni e nervosi lanci di agenzia.

Sembra il via libera per il passaggio ufficiale del Gaucho al Milan ed è invece l’inizio, secondo tradizione del calciomercato, di una giornata colma di incontri a ripetizione, «cumbre» come li chiamano in Spagna, vertici cioè, che si svolgono tra l’albergo scelto dalla delegazione rossonera, il Juan Carlos Primero, e la sede degli uffici del Barça nei pressi dello stadio Camp Nou presidiato da un esercito di cronisti e fotografi, dove Beguiristain, ds e Guardiola, ricevono e discutono con Roberto de Assis, il fratello di Ronaldinho, agente delegato al delicatissimo negoziato. Per tutto il giorno, inseguito da fotografi e cineoperatori, Dinho evita qualsiasi dichiarazione. «Parla solo mio fratello» fa sapere. È il momento delle diplomazie al lavoro.
L’onore delle armi promesso da Laporta per l’addio di Ronaldinho al calcio spagnolo e catalano non è solo il sincero riconoscimento dei passati trionfi («come dimenticare i due scudetti, la Champions e le due supercoppe vinte con lui e grazie a lui» la malinconica contabilità preparata dal presidente), tende a lisciare il pelo al brasiliano per strappare il massimo possibile dall’acquirente rossonero arrivato all’ora di colazione con un aereo privato da Pisa. «Sul tavolo abbiamo l’offerta di 32 milioni di euro del Manchester City» è l’altra frase con cui Laporta, di fatto, accoglie Adriano Galliani, scortato da Ernesto Bronzetti giunto a Barcellona per chiudere l’affare e presentarsi con il gioiello al raduno di domani pomeriggio a Milanello. Come dire: per decidere un prezzo conveniente dobbiamo partire dai 32 milioni offerti dagli inglesi, cifra ipotetica poiché, com’è noto allo stesso presidente catalano, il City per ora non ha mai ottenuto la disponibilità dell’interessato al trasferimento. D’altra parte, lo ricorda de Assis ai media spagnoli, «è da tre mesi che il Barcellona ci ha autorizzato a trattare con altri club». Nessuno può certo meravigliarsi se i due hanno in tasca la promessa di contratto del Milan di recente ritoccato al ribasso (biennale da 6,5 milioni di euro).
L’umore del fratello di Ronaldinho, subito dopo il primo faccia a faccia con Galliani, è dei migliori. «Non potrei stare meglio» è la sua frase che fa immaginare un epilogo imminente alla trattativa, ma una nota ufficiale del club catalano tende a rinviare di almeno 48 ore ogni decisione in tal senso. Il gaucho ha timbrato il cartellino del raduno senza violare le norme in proposito, non si è neanche sottratto alla canonica abitudine delle visite mediche per restare in una posizione inattaccabile. Non solo ma anche declinato ufficialmente il proprio gradimento: Milan e soltanto Milan per il trasferimento. Anche se, ovviamente, se il club di via Turati decidesse di ritirarsi allora prenderebbe in considerazione il trasferimento in Premier League. «Il Barça ritiene soddisfacenti le proposte ricevute e si prende 2 giorni di tempo per decidere» il comunicato emesso dopo l’incontro con la famiglia Ronaldinho. Da leggersi così: il giocatore ha due giorni di tempo per arrivare con l’offerta giusta.

Evidente il senso strategico del volpone Laporta. Vuole sfiancare il Milan, mettere pressione su Galliani, dilatare nel tempo la conclusione della trattativa per ottenere una maggiore disponibilità a ritoccare verso l’alto la cifra finale. Trenta milioni è la prima richiesta catalana, 15 la risposta milanista: 15 milioni di euro di differenza sono tanti e possono essere colmati solo a costo di una trattativa molto serrata che impiegherà alcune ore, quasi tutta la notte secondo le previsioni dei diretti interessati. Galliani comunque, dopo aver incontrato Ronaldinho, dispensa ottimismo sul giocatore («l’ho trovato in gran forma, con gli addominali scolpiti, senza un filo di grasso e determinato») ma tiene alta la guardia: «È dura, durissima, il City è un rivale pericoloso. Però andiamo alla guerra: ora incontreremo il Barcellona». La notte è appena cominciata...