Il bar? Nella capitale è meglio quello d’albergo. Lo dice la guida del Gambero Rosso

C’è ancora lo Stravinskij dell’hotel de Russie in via del Babuino tra i migliori bar d’Italia secondo l’edizione 2008 della guida «Bar d’Italia» del Gambero Rosso, presentata qualche giorno fa alla Città del gusto. Il volume (pagine 384, euro 10), recensisce e segnala oltre 1500 indirizzi in tutta Italia, che classifica secondo due criteri: la qualità generale del locale (con voti espressi in tazzine fino a un massimo di tre) e quella del caffè, vero re dei bar italiani (con voti espressi in chicchi, anche qui fino a un massimo di tre). Ebbene, sono venti in tutto i bar italiani che fanno «filotto», assommando tre chicchi e tre tazzine: e uno solo si trova nella capitale, lo Stravinskij, appunto, noto in particolare tra gli amanti romani e non del cosiddetto «bere miscelato». Una conferma, quella del locale di via del Babuino, che fa sorridere. Fa meno piacere, invece la conferma della capitale e del Lazio tutto come un territorio ancora arretrato in fatto di bar: davanti ci sono il Piemonte con sei locali eccellenti, la Lombardia, il Veneto e la Sicilia con tre. Come il Lazio hanno solo un locale al top Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Toscana e Abruzzo. Ma vediamo quali sono gli altri buoni locali della capitale: con tre tazzine e due chicchi, e quindi con l’espresso a un passo dall’eccellenza, ci sono Andreotti in via Ostiense, il Lobby bar dell’hotel Rome Cavalieri Hilton a Roma e il Glass del Courtyard by Marriott hotel all’aeroporto di Fiumicino. Caffè al massimo ma locale soltanto buono (e quindi tre chicchi e due tazzine) per Faggiani e per Le Grand Bar dell’hotel St. Regis Grand a Roma, per l’enoteca bar Celani di Frosinone, per la caffetteria Max Drink di Viterbo. Da segnalare anche cinque «bar innovativi»: il Caffè degli Artisti a Latina e l’Art Studio Caffè, il Bar à Book, il Parablò e l’Universale Caffè, tutti e quattro nella capitale.