«Il bar sotto al mare» parodia di Benni

Alle costole di una sirena avvistata per caso, giù giù negli abissi. Quando poi ti volti e scopri che la superficie è lontana, tanto vale proseguire verso il bar più vicino. Il bar? Proprio così. Non si vorrà forse limitare l'irrequieta fantasia senza regole di Stefano Benni. È laggiù, in fondo all'oceano, che il celebre scrittore bolognese ha immaginato il Bar sotto al mare, racconto grottesco e ironico trasformato in spettacolo teatrale già nel 1992, protagonisti i Broncoviz, e ora evoluto a monologo sulla bocca di Fabio De Luigi. L'attore romagnolo - che interpreta il testo di Benni, come sempre diretto da Giorgio Gallione - non ha dimenticato le proprie radici da palcoscenico, pur restando un volto storico alla corte della catodica Gialappa's, aver riscosso successo nella sitcom «Love Bugs» a fianco di Elisabetta Canalis, e aver dato infine una mano al successo di «Natale a New York», in compagnia dell'amico Claudio Bisio. «Un testo come questo stimolerebbe qualsiasi attore - spiega De Luigi -. C'è un alternarsi pazzesco di situazioni e di personaggi. Resto sempre in scena, senza cambiare costumi, affidandomi all'uso della voce e del corpo, per dar vita ai vari protagonisti della storia. Che è un insieme di storie, in verità». Tra queste, ad esempio, quella di un curioso Cappuccetto Nero che alla «cara nonnina», una sguercia sassofonista del quartiere newyorchese di Harlem, porta dosi di cocaina (!). Da sniffarsi in compagnia del Lupo Solitario. La modernità entra a piedi uniti nei cliché delle favole più celebri e di quelle inedite perché, come dice Benni, «passiamo metà della vita a deridere ciò in cui gli altri credono e l'altra metà a credere in ciò che gli altri deridono». Chi la fa l'aspetti, quindi. Fabio De Luigi, da perfetto one man show, si fa ambasciatore in voce, carne e ossa di una comunità strana e stralunata appoggiata al bancone di un bar subacqueo. «Sono sempre stato un lettore di Benni, interpretare i suoi personaggi è stato un onore - rivela l'attore cabarettista -. All'inizio ero timoroso in proposito, da un bel po' di anni non facevo un monologo. La sfida era comunque affascinante e alla fine ha vinto la curiosità di vedere se ce la facevo». La missione sembra compiuta se è vero che, per profondere energie in questo spettacolo, De Luigi si risparmia nella apparizioni tv del gialappiano Mai dire martedì. «Sarò più presente nelle ultime puntate - spiega l'attore - Imitazioni dei ragazzi del Grande Fratello? Lo sto vedendo poco, proprio perchè ogni sera sono sul palco». Superlavoro, quindi, per l'attore romagnolo con la faccia da bravo ragazzo: nel futuro prossimo, ancora cinema e, chissà, musical in teatro, come ai tempi di Irma la dolce, interpretato due anni fa al fianco di Stefania Rocca. «Non so ancora se farò il bis di Natale a New York - rivela - anche perché a me piace sempre cambiare. Però è stata un'esperienza positiva, in un film criticato con troppa durezza. Quanto al musical, chissà: per ora non ci penso, ma di fronte a un ruolo interessante... ».
Teatro Ciak
fino al febbraio ore 21
informazioni 02-76110093