BAR SPORT

Scrivo volutamente prima dei risultati di questa sera. Perchè - comunque - anche se Genoa e Sampdoria avessero combinato disastri, anche se i nostri avessero fornito prestazioni imbarazzanti, anche se fosse stata una serata nera, il mio pensiero rimarrebbe tale e quale. Non sono di quelli che cambiano idea a seconda dell’andamento di una serata. Potrò sbagliare, ci mancherebbe. Ma non cambio idea per un punto in più o in meno.
Se c’è una cosa per cui il calcio (e lo sport in generale) sono belli è che chiunque può dire la sua. E che, a volte, basta l’azione successiva per smentire la dichiarazione precedente. Il calcio fa parlare e fa tacere. E, come al bar, ciascuno può dire quel che vuole. L’importante è non prendersi troppo sul serio, credendosi la reincarnazione calcistica dell’oracolo di Delfi.
Io, ad esempio, faccio autocritica su tre cose. Primo: ho sopravvalutato Walter Alfredo Novellino. Non è un refuso: anche se ne sono stato il critico più severo a Genova, a tratti con accenti splatter, quasi sanguinolenti, penso di averlo trattato troppo bene, di essere stato troppo buono. A mio parere è l’allenatore più sopravvalutato d’Italia. (...)