Baracca in fiamme Il dramma della disperazione

Sarà abbattuto questa mattina l’accampamento abusivo sorto in un’area verde privata lungo via dell’Ardeatina dove domenica sera a causa di un incendio divampato in una delle circa 10 baracche presenti ha perso la vita Andreia, romena di 18 anni. In mattinata arriveranno le ruspe e i camion. I detriti sono già stati eliminati, mentre le persone che fino ad oggi vi hanno abitato, 12 tutte romene, sono già state accompagnate in un centro di accoglienza.
Ieri mattina l’accampamento è stato visitato dal sindaco Gianni Alemanno che, accompagnato dal comandante della polizia Municipale Angelo Giuliani, dal presidente del XII municipio Pasquale Calzetta e dal delegato comunale alla Sicurezza Giorgio Ciardi, ha effettuato un giro nell’area e si è anche intrattenuto a parlare con alcuni romeni ancora presenti sul posto. «Gli ho detto che qui non possono più rimanere. È grave e paradossale - ha spiegato Alemanno - che ci siano delle persone che preferiscono stare qui in queste condizioni piuttosto che nel loro paese. Ormai è chiaro: vivono a Roma per non pagare l’affitto e per mandare tutto quello che guadagnano in Romania. Ma non si può continuare così. I carabinieri stanno indagando, a breve sapremo se si è trattato di un incendio doloso o di un incidente». «Questa - ha continuato - è purtroppo un’altra tragedia che si verifica nei micro accampamenti abusivi della capitale. La nostra risposta è l’attuazione del piano nomadi che entrerà nella fase attuativa a gennaio 2010 con lo sgombero del Casilino 900, le persone che abitano qui saranno tutte accompagnate nei centri di accoglienza, ma chi ha precedenti sarà invece rimpatriato».
Il campo esisteva da circa tre mesi, ma come ha sottolineato Alemanno, in passato era stato già sgomberato ben quattro volte per poi riformarsi. Tutto perfettamente inutile. «Questo - ha aggiunto Calzetta - è uno dei circa dieci micro-accampamenti abusivi che stiamo monitorando nelle zone di Trigoria e nei fossi presenti nel municipio e che proprio per le loro dimensioni spesso sfuggono ai controlli delle forze dell’ordine. Il vero problema per noi è la vigilanza. Ormai qui l’emergenza non è più quella dei nomadi ma dei romeni che vivono in queste condizioni. Purtroppo sono tanti i troppi romeni che trovano rifugio nella campagna romana e in particolare nelle campagne e negli spazi verdi adiacenti alla Laurentina e all’Ardeatina, anche su aree private». «Solo un anno fa ad Ostia è successa una tragedia simile - aggiunge in una nota Marco Scotto Lavina, Consigliere del Pdl alla Provincia di Roma -. A questo punto credo che sia opportuno un maggior impegno di tutte le istituzioni iniziare dalla Provincia di Roma. La polizia Provinciale potrebbe, infatti, svolgere un importante compito di prevenzione e segnalazione in coordinamento con le forze di polizia e con i vigili urbani di Roma su strade e aree, che rientrano tra l’altro nella propria competenza». Tutto buono, ma l’accordo con Bucarest - controlli, supporto delle polizia romena, rimpatri, è ancora in atto?