Baracche, rifiuti e irregolari: il campo nomadi è fuori controllo

Duecentotrentotto residenti, fra kosovari e macedoni, di cui 40 abusivi, 66 minori, cinquantaquattro famiglie in tutto: è la situazione al campo nomadi di via Novara, dove ieri la Commissione sicurezza del Comune ha fatto un sopralluogo. «Il campo è stato autorizzato in via provvisoria nel 2001 per tre anni – spiega Matteo Salvini, capogruppo della Lega in Comune -. Da cinque è quindi abusivo, così come molti residenti, visto che nel frattempo le famiglie si sono allargate. Lo stesso vale per le baracche: solo in parte sono autorizzate».
Nel corso del tempo, insomma, il campo di via Novara si è espanso, e adesso si trova in condizioni fatiscenti con costruzioni di fortuna che non rispettano le più elementari norme igieniche. Un campo che costa al Comune 62mila euro l’anno, spesi per pagare gli operatori che prestano la loro opera nel campo, l’acqua e la raccolta dei rifiuti. Per questo, la Lega chiede che il campo venga chiuso: «La priorità adesso è sgomberare – insiste Salvini -. I cittadini che risiedono in zona non ne possono più». E l’esasperazione ha portato anche il gestore della pompa di benzina che si trova proprio a fianco al campo rom a decidere di andarsene: «Resterò senza lavoro – spiega l’esercente -, dall’altra parte della cancellata che mi divide dal campo i ragazzini lanciano lamiere di auto, bastoni e spranghe di ferro. Mentre decine di clienti sono stati rapinati mentre si rifornivano al self service».
Dall’altra parte, però, la Caritas e l’ente di volontariato «Farsi Prossimo», che dal febbraio 2008 hanno avuto in gestione dal Comune i servizi sociali nel campo, insistono che la soluzione non è pugno di ferro: «Bisogna investire in percorsi di recupero – sostiene Marco Trezzi, un volontario -. In sei anni, siamo riusciti a convincere cinque famiglie ad uscire dal campo e condurre una vita normale, con un lavoro e una casa vera. Se avessimo più mezzi, potremmo recuperare anche le altre famiglie: molti cercano lavoro, ma vengono respinti quando rivelano la loro provenienza». Su un totale di 238 adulti, quelli che lavorano sono infatti appena 31. E un passo avanti decisivo dovrebbe venire dalla nomina dei cinque membri del comitato di monitoraggio previsto dal regolamento sui rom stilato dal prefetto Lombardi, e che deciderà anche come utilizzare i 10 milioni di euro stanziati dal ministro dell’Interno Maroni per l’emergenza rom a Milano. E mentre anche in commissione sicurezza rimangono forti divisioni fra chi chiede la linea dura e chi sostiene l’integrazione, la situazione in città si fa sempre più critica, con 40 insediamenti abusivi e 12 campi «autorizzati», dove la popolazione e il numero della baracche crescono a ritmo continuo.