Barack chiede fondi ai vip di Manhattan

All’indomani della festa mancata in New Hampshire Barack Obama riorganizza le truppe e si prepara a una lunga battaglia a base anche di disponibilità finanziarie. È per questo che il giorno dopo la sconfitta si è diretto a Boston e New York. Città che con il voto hanno poco a che fare in questa fase, ma che hanno forzieri capienti. Per tener testa alla rinvigorita macchina elettorale clintoniana, al senatore dell’Illinois servono decine di milioni di dollari da investire soprattutto in spot televisivi, ora che da Stati piccoli come il New Hampshire il circo del voto si sposta verso zone più popolose del Paese, come il Nevada in crescita esplosiva e la South Carolina da 4 milioni di abitanti. L’evento-chiave del «day after» di Obama è diventato così un gigantesco party per la raccolta di fondi al Grand Hyatt, uno dei più grandi alberghi di Manhattan, con i big di Wall Street in fila e pronti a sfoderare le carte di credito. Buone notizie sono comunque arrivate dal Nevada, prossima tappa del voto democratico (il 19 gennaio). Un importante sindacato locale, il Seiu, ha annunciato di schierare i suoi 17.500 lavoratori per Obama. Altrettanto dovrebbe fare il potente sindacato dei lavoratori alberghieri: 60mila addetti soprattutto a Las Vegas.