Barack Obama

Sanatoria per gli immigrati, doppio volto sulla politica estera. Si batte per una svolta ecologista. Il punto di forza: i diritti civili delle minoranze

Washington - Barack Obama non teme l’Iran. Anzi. Se diventasse presidente applicherebbe «una diplomazia personale aggressiva», ma sarebbe pronto ad incontrare i leader di Teheran senza condizioni. Insomma, in politica estera il senatore dell’Illinois non è un falco, come dimostra il suo programma sull’Irak: da sempre contrario alla guerra, intende ritirare tutte le truppe e affidare all’Onu la riconciliazione del Paese. Ma è stato ben attento a non passare per colomba: vuole l’aumento delle spese militari e in una bellicosa dichiarazione si è dichiarato perfino disposto a bombardare il Pakistan in caso di necessità.

In questa campagna però quel che conta è l’economia e Barack punta ad aiutare la classe media, in particolare le famiglie il cui reddito è stagnante da tempo, a fronte di un costante aumento del costo della vita. Promette di riformare l’istruzione e di aumentare gli investimenti nella ricerca al fine di migliorare la produttività e la crescita. Propone di estendere la copertura sanitaria a tutti i cittadini americani, ma inizierà rendendola obbligatoria solo per i bambini, stanziando sussidi per quelli più poveri. Sull’immigrazione è un falchetto: vuole aumentare i controlli al confine con il Messico e le sanzioni per gli imprenditori che assumono clandestini. Ma sostiene che concedere la cittadinanza agli immigrati irregolari non equivale a un’amnistia se al contempo viene comminata una multa.

Obama è un progressista e, in quanto tale, sensibile all’ambiente: vuole tagliare dell’80 per cento entro il 2050 le emissioni dei cosiddetti gas serra e, contrariamente a Bush, auspica che gli Stati Uniti guidino il mondo nella lotta contro i cambiamenti climatici, tra l’altro investendo 150 miliardi di dollari nelle energie pulite entro il 2019. Come tutti gli americani teme il terrorismo. In passato ha criticato il Patriot Act, il pacchetto di misure straordinarie di sicurezza varato dopo l’11 settembre, ma nel 2006 ne ha approvato il prolungamento. Se diventasse il presidente incrementerebbe la protezione delle aree maggiormente a rischio; dunque le grandi città.
È favorevole all’aborto, ma fa appello alla coscienza: «Ogni donna deve decidere assieme ai medici, alla famiglia e al proprio prete». Obama, cristiano membro della Trinity United Church, è, infatti, molto religioso.