Barasso: «Adesso tra i pali ci sto io»

Luca Russo

È ancora presto per dire se diventerà un grande portiere. Di certo ha il fisico e il carattere per poter esplodere. Nicola Barasso da Pompei, diventato genoano dieci anni fa quando in un provino in un cui capitò per caso fu pescato da Maselli e Onofri e portato nelle giovanili rossoblù, sa di vivere il sogno di una vita e non vuole farselo scappare. A 25 anni è arrivato a difendere la porta della squadra in cui ha sempre immaginato di giocare, ma che per motivi diversi solo oggi è riuscito a raggiungere.
«So di avere una grande chance e di godere della fiducia di mister Gasperini - dichiara prima dell'allenamento a Pegli - e non voglio farmela scappare. C'è una bella concorrenza tra i pali, anche Rubinho è un buon portiere, ma ora tocca a me».
Eppure per lui non è stato facile. Pronti via e nell'esordio di Vicenza è arrivata l'espulsione per un suo colpo di testa, una protesta veemente ad un gol che secondo il portierone rossoblù andava annullato. È toccato così a Rubinho indossare i guantoni prima con il Rimini poi con il Modena. Quindi un segnale del destino, il brasiliano si è infortunato e Barasso è tornato in porta resistendo alle critiche e agli errori come l'uscita per farfalle a Lecce costata il primo gol pugliese. Lui ha risposto a modo suo, con grandi interventi. «Se non avessi reagito non sarei da Genoa - sottolinea - fa parte della mia indole. Fare l'errore è umano. E questo mi è servito per capire me stesso. Per capire se ero all'altezza. Sicuramente non sono affermato, sono all'inizio della carriera. Sbagliare in campionato, magari davanti ai 20mila del Ferraris, e trovare la forza di reagire prima di tutto è un segnale forte all'allenatore ai tuoi compagni e a chi ti guarda, ma anche a te stesso. È molto importante capire l'errore, ma non cadere in tilt».
E così dopo gli sbagli si è messo al lavoro con il preparatore dei portieri Spinelli per migliorarsi nelle uscite, il suo punto debole. Ora c'è il Brescia e lo stesso Barasso mette tutti in guardia. «È una squadra molto organizzata, molto forte fisicamente e con un bel gioco. Ma queste cose le abbiamo fatte vedere anche noi - afferma - Io ho sempre detto se che questa squadra gioca secondo le indicazioni del mister se la può giocare con tutte. Stiamo lavorando molto sulle palle inattive perché il Brescia ha più centimetri di noi e quindi può essere pericolosa sui colpi di testa».
Buone notizie intanto per Giuseppe Greco. L'attaccante prosegue nel suo lavoro di recupero e ieri pur correndo a parte con Coppola (affaticamento per lui) ha mostrato segnali di crescita in vista di sabato. Al Rigamonti saranno presenti almeno mille tifosi rossoblù che arriveranno tra l'altro con i pullman organizzati dall' Acg, e dai Genoa Club Amt, Figgi dö Zena, Sette Settembre, Little Club e Giustizia Rossoblù, Imbriæghi dö Zena, Grifoni in Viaggio e Sestri Ponente.