Barasso «graziato» dal giudice sportivo

SArchiviate con soddisfazione l'amichevole celebrativa con il Penarol e una buona prima parte di coppa Italia disputata in trasferta, ripresentandosi alla tifoseria di casa la Sampdoria ha sciaguratamente imboccato il binario del tribolato finale del campionato scorso. Inizio arrembante e comunque incoraggiante, meritato vantaggio (per piede di Bonazzoli, il bomber fortunatamente ritrovato), raddoppio mancato per lampante rigore negato da un arbitro e un guardalinee apparentemente ostili, doccia fredda automaticamente subita (da possibile 2-0 a reale 1-1) per inconcepibile errore di Falcone, squadra progressivamente allo sbando.
I miei timori non dipendono dalla sconfitta - che ci può stare - rimediata con il modesto ma arcigno Empoli schierato dal pragmatico Cagni in perfetto stile anni Sessanta (libero fisso, marcature a uomo in difesa stretta, contropiede in ampi spazi). Io temo che la lancinante cessione di Pisano reinneschi la maledizione del terzino sinistro patita dalla Sampd'Oro di Paolo Mantovani (è tutto dire) con l'affrettata perdita di Gambaro e Carboni. Temo per le allarmanti condizioni dei lungodegenti Accardi e Terlizzi. Per la titubanza di Pieri a colpire di testa e ad impossessarsi con rapidità e coraggio della fascia sinistra. Per la forma carente di perdine fondamentali nello scacchiere classifico di Novellino come Falcone e Volpi (e lo stesso Bonazzoli, che però mi lascia più tranquillo poiché cresce a vista d'occhio). Per il generale crollo psicologico seguìto alla prima avversità, ad onta dell'ora di gioco a disposizione per rimediare. Per quella stucchevole serie di lanci lunghi per la testa dei difensori avversari.
Dov'è finita la squadra corta con l'azione che parte coraggiosamente da dietro? Dove sono finiti tambureggianti sovrapposizioni sulle fasce laterali e cross dal fondo, proprio ora che è tornata al proscenio la testa di Bonazzoli? Dov'è finita la padronale baldanza del valoroso Novellino, che mi ha procurato il dispiacere di farsi udire asserragliato in disarmante difesa verbale?
Walter, non sei più tu se ti perdi in vacue polemiche ad personam anziché procedere ancora e sempre a pancia in dentro e petto in fuori con l'unico chiodo fisso di migliorare il rendimento della «tua» squadra. In attesa del recupero pieno delle pedine fondamentali, facci vedere i Parola e i Bonanni, i Maggio e i Delvecchio (accidenti a lui che - in preda a eccitazione incontrollabile - s'è fatto espellere per togliere con le mani la palla-gol dalla testa di Bonazzoli!), i Bastrini, gli Olivera, i Quagliarella, quelli che hanno forza nelle gambe e fiato nei polmoni.
Per fortuna c'è il Genoa che ha cambiato registro e promette di farci divertire. Apprezzo il gioco di Gasperini e i molti talenti calcistici che la dirigenza gli ha messo a disposizione. Ho apprezzato la pagina di «precisazioni» che Preziosi si è sacrosantamente concesso (chissà che qualcuno tra i tanti che stanno pagando l'obbligata «riconoscenza» a Moggi e dintorni non finisca almeno per vergognarsi) e l'avrei apprezzata anche di più se se ne fossero fatti partecipi pure i lettori del nostro Giornale.
Ho un solo dubbio, legato alla lunghezza e durezza della serie B: il gioco di Gasperini è tanto brillante e piacevole a vedersi quanto dispendioso. Ma mi conforta la qualità della «rosa», cioè dei ricambi, a sua disposizione. Grifo, se non ora quando?, se mi è lecito rubare a Primo Levi.