Barbara, l’ultimo salto per accasarsi a sinistra

Manovre per il Trivulzio. La Ciabò, approdata a Fli, in corsa per la presidenza del Pat. Ma il Nuovo Polo esploderebbe e nella maggioranza frenano

Prima minimizza, Barbara Ciabò: «Indiscrezioni senza conferme, dovreste chiedere a qualcun altro», ma dopo 20 anni fra Consiglio di zona e comunale non è certo tipo da tirarsi indietro: l’ipotesi è in campo, altroché. La capolista di Futuro e Libertà alle Comunali è in corsa per la presidenza del Pio Albergo Trivulzio. «Significherebbe - osserva l’interessata - che Pisapia è un sindaco che non guarda ai partiti, o alle amicizie, ma al merito e alla storia delle persone». Dice così, Barbara Ciabò - eletta nelle liste di An con 1.032 preferenze nel 2001 e 940 nel 2006 - perché ha presieduto per 10 anni la commissione Casa del Comune. Nel frattempo è passata prima alla Destra, poi a Forza Italia-Pdl, infine a Futuro e Libertà. E, a ridosso delle elezioni, dalla sua postazione in Consiglio ha cavalcato non poco la vicenda dei cosiddetti «affitti d’oro» degli enti, fra i quali proprio il «Pat» (la Baggina), da sempre croce e delizia della politica milanese, che ora qualcuno nell’entourage di Pisapia vorrebbe assegnare a lei. In nome della trasparenza, in realtà per bissare l’operazione-Tabacci: corteggiare il Nuovo Polo, scompaginare uno schema rigidamente partitico «di centrosinistra», e così governare tranquillamente un’amministrazione più civica e tecnocratica. Non è un caso che la sola ipotesi dalla nomina, evidentemente qualcosa in più di una pura «voce di corridoio», abbia messo in subbuglio il Pd, e in particolare le sue donne. «Questo è strano - commenta lei - penso che siano state strumentalizzate, io non credo alla guerra fra donne». Ma al di là della rivendicazione su sulla meritocrazia, Ciabò sa bene che un’ipotesi del genere, come quella di un Manfredi Palmeri alla commissione Expo, sancirebbe la nascita di una nuova maggioranza. E infatti si fa prudente: «È un discorso che non si può fare ora - dice - vedremo, eventualmente ne parlerò Fini e il coordinatore regionale e prenderemo posizione». L’Udc (che ha sacrificato un assessore) si infurierebbe. E intanto il Pdl incalza: «Basta con i mezzi accordi - avverte Carlo Masseroli - se c’è una nuova maggioranza lo dicano, senza prendere più in giro la città».