Barbareschi al Ducale per «rialzare» la cultura

«Guai a lasciare l’egemonia della cultura italiana alla sinistra!»: è l’appello che vogliono ribadire questa sera pubblicamente, all’unisono - al Ducale, Sala del Minor Consiglio, ore 21 - l’attore, regista e produttore Luca Barbareschi e l’avvocato Roberto Cassinelli, coordinatore metropolitano a Genova, entrambi candidati alla Camera per il Popolo della libertà alle politiche di domenica e lunedì (il primo in Sardegna, il secondo in Liguria). Spiega Cassinelli: «Quando mi sono rivolto a Barbareschi invitandolo a una serata nel corso della quale parlare di cultura ed anche di quello che alla cultura è così strettamente collegato, cioè turismo e spettacolo, ho ricevuto subito un’adesione entusiasta. Lui è uno che per motivi ideologici è stato spesso discriminato dalla pseudocultura predominante e che oggi, per così dire, ha offerto il petto e si è messo in lista col Pdl per contribuire a cambiare la situazione, in particolare nel campo che gli è proprio». In questo senso, insiste Cassinelli, Genova ha più che mai bisogno di rialzarsi. E Barbareschi, 51 anni, una brillante carriera alle spalle nonostante la sua netta distanza ideologica dalla sinistra, condivide, ed è pronto a confermarlo davanti al pubblico genovese che parteciperà all’incontro-dibattito. «Il panorama culturale italiano è stato per anni fortemente condizionato da una sudditanza verso la cultura militante “di sinistra“ - sottolinea l’attore -. La rivoluzione apportata dai “nuovi media“, ha iniziato a rompere quel muro, permettendo a tutti di potersi esprimere liberamente attraverso il web».
Il momento è propizio, dunque, per reagire: «Investiamo nella libertà - aggiunge Barbareschi -, diamo voce alle idee della gente comune, diamo canali di facile accesso per i messaggi di tutti i promotori di arte e cultura, impostiamo rapporti diretti tra l'elettore e l'eletto, rispettiamo metodi meritocratici. Puntiamo su un turismo intelligente che non si limita alla stagione estiva, creiamo eventi che valorizzino le nostre terre, che diano visibilità all'Italia nel mondo». Una sorta di ricetta che conviene applicare tanto più in Liguria, che per evidenti ragioni climatiche, oltre che per pregevoli testimonianze d’arte e cultura, può offrire da sempre un’accoglienza estesa ai dodici mesi dell’anno. Tutto questo, in sintonia con uno scenario complessivo che tiene conto dei risvolti economici e sociali: «Diamo nuove possibilità ai nostri giovani - conclude Barbareschi, a braccetto con Cassinelli - con un incremento dell'insegnamento della lingua inglese e dell'informatica nella scuola dell'obbligo, favoriamo i valori dello sport con interventi a sostegno delle società dilettantistiche e giovanili e delle federazioni minori, impostiamo una legge quadro sullo spettacolo dal vivo (che riguarda il teatro, la musica e la danza). In sostanza: recuperiamo la fiducia e riportiamo competitività nel panorama internazionale».