Barbareschi supera a Londra l’esame di musical

L’attore strappa applausi in «Chicago» al Cambridge Theatre. È il primo italiano a recitare in questo tipo di show

Erica Orsini

da Londra

Lui entra in scena dopo mezz'ora come prevede il copione, l'inevitabile tensione della prima tradita soltanto un po' più tardi, quando si siede e le dita della mano destra tremano un po'. Particolare del tutto trascurabile dopotutto, dato che Luca Barbareschi è l'unico attore italiano che abbia mai calcato le scene di un musical in un teatro di Londra. Gli inglesi sono ormai abituati all'emigrazione in massa dei colleghi americani che negli ultimi anni si sono cimentati nelle commedie più disparate, ma leggere un nome italico nel cast dei tre protagonisti del celeberrimo Chicago, il lavoro americano più a lungo rappresentato nel west-end della capitale, dev'essere stata veramente una sorpresa. Probabilmente anche per Barbareschi che mercoledì sera, a 50 anni, ha voluto sostenere «l'esame più importante della sua carriera», sicuramente la sfida artistica più impegnativa. Mister Barbareschi interpreta Billy Flynn, il cinico avvocato di Chicago che fa assolvere la fedifraga ballerina Roxie accusata di omicidio. Luca conosce bene il ruolo che sullo schermo fu di Richard Gere perché ha già fatto questa parte due anni fa, nel versione italiana dello spettacolo. Ma riproporla al Cambridge Theatre, nel cuore di Covent Garden, è tutt'altra emozione. Se la cava egregiamente, ballando e cantando per un paio d'ore accanto a star del calibro di Bonnie Langford nel ruolo di Roxie e di Amra-Faye Wright in quello della compagna di sventure Velma. Perfetto nel personaggio arrogante e un po' cialtrone di Flynn, il nostro Barbareschi non appare mai sopra le righe, evita di strafare per assomigliare ai colleghi inglesi e regala all'avvocato americano un tocco che i fan italiani ben conoscono. Sulla scena il suo Billy ha una parlantina scioltissima dal ritmo serrato, si muove e danza con movimenti scanzonati, canta bene e non sfigura neppure a fianco di star delle musica del calibro di Brenda Edward, fenomeno musicale esploso nel 2005 grazie ad una partecipazione nello show televisivo The X factor.
Gli anni di C'eravamo tanto amati, la trasmissione che gli diede la vera celebrità sono lontanissimi eppure è proprio con questo fortunato programma che Barbareschi ha cominciato a lavorare all'estero. Dopo il grande successo italiano, lo ripropose infatti in America con la Fox.
Mercoledì sera, dopo un trentennio di appassionato impegno si è trovato a ricominciare daccapo, «ma con grande entusiasmo». «È stato il training più duro della mia carriera» ha commentato e a quanto pare ne è valsa la pena nonostante l'accoglienza del pubblico londinese sia stata un po' più tiepida in confronto a quella riservata alle due primedonne del musical. La cosa del resto non lo sorprenderà più di tanto. «Il pubblico inglese è più esigente di quello italiano anche perché paga di più» aveva detto l'attore poco prima del debutto. Ma il sorriso sornione del suo Flynn vale i soldi del biglietto. Lo spettacolo sarà in cartellone fino a giugno, poi Barbareschi volerà oltreoceano per il debutto a Broadway. Perché gli esami non finiscono proprio mai.