Barbato e Satta abbandonano Mastella

Il Campanile si sfilaccia sempre di più. Anche il senatore Barbato e il vicesegretario nazionale Satta hanno abbandonato l'Udeur

Roma - Mastella sempre più solo. Le fila dell'Udeur sembrano dipanarsi e indebolirsi giorno dopo giorno. Uno dopo l'altro il senatore Tommaso Barbato e il vicesegretario nazionale Antonio Satta hanno abbandonato il Campanile.

Barbato: "Non c'è progetto politico" Dopo quindici anni di impegno politico nel partito di Mastella, Barbato è giunto "alla dolorosa decisione" di lasciare l'Udeur. "Lascio dopo una sofferta ma ponderata decisione - spiega il senatore del Campanile - avrei potuto farlo prima, lo faccio, invece, soltanto oggi, constatando l’assoluta mancanza di un progetto politico valido per affrontare con chiarezza e coerenza l’imminente tornata elettorale e i futuri scenari politici". Barbato accusa il partito di non essere "più casa mia": "Di fatto il Partito è stato sciolto dal segretario Nazionale quando venerdì sera ci ha lasciati liberi di organizzarci. Ora penso al futuro senza voler alimentare sterili polemiche".

Satta: "Escluso dalle scelte più importanti" Anche il vicesegretario nazionale dell’Udeur Antonio Satta dice addio al partito. Lo fa scrivendo una lettera a Mastella e spiegando di essere sempre stato "corretto, leale e amico vero". Ma Satta si dice anche "offeso" dal gelo di Mastella e sottolinea che il suo ruolo di vice segretario del partito altro non era che una "patacca". "Mi offende, peraltro, il tuo gelo e il tuo evidente distacco, davvero inspiegabile, che ho potuto verificare, da qualche tempo, nei miei confronti - spiega - avrei preferito che tu incontrassi almeno quanti, ed io fra questi, ti hanno sempre seguito senza se e senza ma, anche quando non c’era condivisione sulle scelte politiche di fondo". Per questi motivi Satta ha fondato il movimento Popolari autonomisti sardi per "riuscire a mantenere insieme tutti i Popolari-Udeur della Sardegna".

L'Udeur: "Tornano a essere nessuno" "Prendiamo atto che il senatore Tommaso Barbato ha deciso di veleggiare verso altri lidi perfare politica. Francamente, di questa sua nascosta dote, nessuno si è mai accorto". I Popolari Udeur affidano a una nota la dura replica ai defezionamenti: "Invece di trincerarsi dietro l’alibi della mancanza di un progetto politico, Barbato e tanti ex parlamentari dell’Udeur farebbero bene a ringraziare il segretario Mastella senza il quale non sarebbero mai entrati in Parlamento". Li chiamano "colleghi di fuga", che prima di entrare nell'Udeur "erano nessuno" e che, "dopo questa loro breve stagione politica, certamente torneranno ad essere nessuno". E chiude: "Con tanti auguri per il loro futuro".