Il Barbiere da Siviglia emigra a Shanghai

Barbara Catellani

«Ciò che mi fa amare il teatro è il suo potere evocativo, la possibilità di comunicare sentimenti e atmosfere senza il bisogno di mostrarle direttamente, senza bisogno che ciò di cui si sta parlando sia materialmente presente sulla scena». Così il regista Damiano Michieletto ha presentato a Shanghai il suo «Barbiere di Siviglia», che calcherà le scene dell'Oriental Opera Hall della città cinese l'8 e il 9 settembre prossimi, con la direzione di Matteo Beltrami e con l'orchestra e il coro del Teatro Carlo Felice, per un totale di circa 200 artisti italiani più un narratore cinese che illustrerà il plot al pubblico. Un Figaro che sguizza tra poche sedie e ombrelli e un cast di cantanti e mimi che nel vuoto del palcoscenico dovranno giocare con la propria gestualità e con quello charm che da solo li rende l'anima dello spettacolo. Riposo solo apparente, dunque, del Carlo Felice, che sotto la canicola ha preparato l'attesissimo debutto in questo «Anno dell'Italia in Cina» - già annunciato ufficialmente nel 2004 dall'allora Presidente della Repubblica Ciampi - che si presenta con un ricchissimo calendario di iniziative di natura culturale (ma non solo), curate da diverse città italiane.
E poi di corsa si ritorna a Genova, ché la stagione sinfonica è alle porte e scalpita, pronta ad un suo viaggio ideale tra culture diverse, carica di un'energia che quest'anno più che mai la rende degna e preziosa protagonista del palcoscenico accanto all'Opera. Due temi «granitici»: le sinfonie di Schumann abbinate ai concerti per pianoforte di Beethoven - previsti in autunno - con giovani eccellenti pianisti, vincitori di premi internazionali, e giovani direttori di diverse scuole europee già sulla strada di una brillante carriera; e la «Grande Russia», viaggio affascinante tra pagine celeberrime unite a tesori poco conosciuti del repertorio russo, in programma per la primavera. Qui, accanto ad interpreti d'eccezione, salirà sul podio Gennadj Roždestvenskij, ultimo allievo di Šostakovic, quasi a sottolineare il desiderio di approfondire il lato umano di uno dei più grandi autori del novecento russo, affidando a chi lo conobbe personalmente l'anima della sua musica per farla rivivere nella sua essenza originale.
Ancora Russia con i concerti di apertura organizzati in collaborazione con il Comune di Genova e con il Moskow International Performing Art Center, diretti da Vladimir Spivakov; il concerto di Natale ci porta invece nell'Inghilterra di Benjamin Britten, uno dei più eclettici e geniali protagonisti del secolo scorso, serata che segnerà, fra l'altro, il debutto del coro di voci bianche diretto da Gino Tanasini; e il concerto di Pasqua, un viaggio simbolico in quelli che sono grandi temi dell'umanità, con una riflessione sulle catastrofi della nostra storia, attraverso pezzi di toccante forza espressiva.