Barcaccia: i politici invocano pene severe contro i vandali

Tajani (Fi): «Usiamo i vigili per proteggere i monumenti» Lobefaro: «Limitiamo la vendita degli alcolici»

Risveglio amaro per la capitale. Il danneggiamento della seicentesca Fontana della Barcaccia, realizzata dal Bernini ai piedi della scalinata di Trinità dei Monti, ha ferito la città, facendo suonare ancora una volta l’«allarme sicurezza» per i monumenti della città eterna.
L’episodio ieri è stato duramente stigmatizzato dai rappresentanti politici di tutti gli schieramenti che hanno chiesto maggiore attenzione verso le opere d’arte. Unica voce fuori dal coro il sindaco di Roma Walter Veltroni, che si è limitato a congratularsi con i carabinieri: «I quattro stranieri ubriachi sono stati subito presi e arrestati: è il segno del presidio che c’è in città».
Durissima è stata invece la posizione di An. «Non è la prima volta - incalzano i consiglieri comunali Federico Guidi e Luca Malcotti - che accadono questi gravissimi atti vandalici a danno dei nostri monumenti. Tuttavia, non si può cadere dalle nuvole quando per anni si tollera che turisti di tutto il mondo, buoni e cattivi che siano, trascorrano costantemente e senza alcun richiamo i loro picnic diurni e notturni sul bordo della storica Barcaccia e sulle scalinate di Trinità dei Monti».
Il capogruppo dell’Udc al Comune, Dino Gasperini, ha chiesto al Campidoglio di costituirsi parte civile, pretendendo i danni morali e materiali nei confronti di chi ha «deliberatamente ferito un simbolo di Roma». Il presidente del I municipio (centro storico) Giuseppe Lobefaro, che ieri ha fatto un sopralluogo a piazza di Spagna per rendersi conto del danneggiamento, ha ribadito invece l’impegno dell’amministrazione comunale nella tutela del patrimonio storico-culturale della città, esortando i cittadini a contribuire, anche con il controllo, per preservare il decoro e la bellezza della città. «Questo atto - ha detto Lobefaro - ci induce a chiedere anche una regolamentazione più severa per la vendita dell’alcol nel centro storico. Abbiamo più volte invocato il ripristino dell’ordinanza antivetro, adottata di recente anche dal prefetto di Torino per il periodo che va da maggio ad ottobre. Sappiamo che non risolverebbe il problema ma sicuramente, come in passato, arginerebbe il fenomeno dei disordini legati all’alcol che aumenta nel periodo estivo».
Di diverso avviso Giuseppe Sorrenti, presidente dell’Istituto Italia, che ha chiesto al Governo di inasprire le pene contro i vandali. «Il patrimonio culturale italiano - dice Sorrenti - è il più importante al mondo ed è anche una delle ricchezze più grandi del nostro paese. Si dia il segnale, in Italia e all’estero, che chi tocca un’opera d’arte italiana compie un grave atto contro il Paese, per il quale si debbono pagare seri risvolti penali».
Per Antonio Tajani, presidente degli Eurodeputati di Forza Italia, infine, questo ennesimo episodio deve far correre ai ripari. «A Roma l’emergenza sicurezza si chiama anche tutela del patrimonio artistico - commenta l’eurodeputato -. Sono anni che chiediamo alle giunte di sinistra di contribuire con la presenza attiva ed operativa della polizia municipale al rispetto della legalità. A Milano il sindaco Albertini risolse il problema con la realizzazione del progetto vigile di quartiere inviando per le strade la polizia locale a difesa dei cittadini. Veltroni segua l’esempio e valorizzi i nostri vigili».