Barcellona, questa non chiamatela giustizia A giugno libero "il gordo" il killer di Federica

Le norme processuali in vigore in
Spagna rischiano di far liberare il presunto assassino di
Federica Squarise, la ragazza violentata e uccisa
nell’estate del 2008. Si è subito mossa la Lega che ha presentato un'interrogazione per chiedere al governo di intervenire sul governo di Madrid

Madrid - Non chiamatela giustizia. Le norme processuali in vigore in Spagna rischiano di far liberare l'assassino di Federica Squarise, la ragazza italiana violentata e uccisa nell’estate del 2008 a Lloret De Mar. Nonostante il killer sia reoconfesso, infatti, non è ancora stato condannato e, entro un paio di mesi, potrebbe uscire dal carcere. Subito si muove la Lega con Massimo Bitonci ha presentato per chiedere al governo di intervenire sulla Spagna perché eviti la scarcerazione.

Il Gordo a un passo dalla libertà L’assassino, reo confesso, si chiama Victor Diaz Silva, uruguaiano, soprannominato "El Gordo". Commise il delitto dopo che la giovane si era rifiutata di avere rapporti sessuali con lui. Il 10 giugno prossimo dovrà essere liberato e sembra molto improbabile che in poco più di due mesi i giudici spagnoli possano emettere la sentenza di condanna. Secondo la procedura penale spagnola, ci sono due anni di tempo dal momento dell’arresto per trattenere in prigione l’imputato in attesa della sentenza di primo grado. E' possibile ottenere una proroga di altri due anni per i casi più gravi. Gli avvocati della famiglia Squarise hanno già attenuto la proroga che non è più rinnovabile. Il rischio che l’assassimo possa essere rimesso in libertà e fuggire, secondo gli avvocati, è dunque molto alto. In seguito al grave episodio di Lloret De Mar, Bitonci ha presentato una proposta di legge per il patrocinio gratuito all’estero nei processi a favore di tutte le vittime di violenza.

Zaia: "Così la uccidono un'altra volta" "Se l’assassino e violentatore di Federica tornasse libero sarebbe un’immane vergogna, sarebbe come se venisse uccisa un’altra volta", commenta il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ricordando che "fu una vicenda crudele e raccapricciante". "Lasciò un profondo segno di dolore e di sgomento in tutti noi, che provammo e proviamo tutt’oggi un forte bisogno di giustizia - continua Zaia - ci troviamo di fronte a formalismi e cavilli che non possono snaturare il senso della giustizia così com’è percepito dalla gente". "Se ciò dovesse accadere sarebbe gravissimo - conclude il presidente del Veneto - e per questo, nell’esprimere la mia vicinanza alla famiglia ed ai cari della povera Federica, mi auguro davvero che sia possibile evitarlo e non dubito che in questo senso sarà fatto tutto il possibile".