A Barcellona si celebra il pasta day

Mila Busnè

Da oggi Barcellona ospita il Congresso mondiale della Pasta che avrà termine il giorno 26. Il momento clou cadrà tra 48 ore: il 25 ottobre sarà infatti il World Pasta Day, il giorno mondiale della pasta, di una bandiera della cucina italiana che l’anno scorso venne sventolata a New York e che ora passa nella capitale catalana. Ogni anno sono prodotte, nel pianeta intero, 11 milioni e 400mila tonnellate di pasta, di queste ben tre milioni e 150mila sono prodotte in Italia per un valore attorno a 3.320 milioni di euro, Italia paese leader grazie anche a un consumo pro capite annuo di 28 chili. Secondo produttore mondiale sono gli Stati Uniti con 1.165.000 tonnellate davanti a Brasile (un milione), Russia (858.400), Turchia (512.000) ed Egitto (400.000). E qual è il secondo popolo spaghettaro? Quello del Venezuela con 13 chili a testa, quindi tunisini (11,7), svizzeri (10,1), statunitensi (9) e greci (8,7). Attorno agli otto chili ecco peruviani, cileni, svedesi e francesi. Che cosa poi sia per tanti di loro la pasta di semola di grano duro e il concetto, per noi un imperativo, della cottura al dente, questo è tutto un altro capitolo. Un altra curiosità: la pasta è in pratica l’alimento che vanta una penetrazione all’interno delle famiglie pari al 100%, non c’è regione che non abbia la sua pasta, magari più guizzante e al dente al Sud e più “seduta” e comodamente masticabile al Nord, ma sempre di spaghetti e maccheroni si tratta. Da rimarcare le dosi medie: 90 grammi al Centro, 85 al Nord, 80 al Sud, isole comprese. Tra l’altro, di recente l’Accademia italiana della cucina, grazie a un convegno a Taormina, ha sentenziato quali sono le ricette italiane più popolari all’estero, nell’odine Spaghetti al pomodoro, Tagliatelle al ragù e Rigatoni alla carbonara. Ma non sono quelle più buone. Per bontà salgono sul podio gli Spaghetti con le vongole, le Linguine al pesto e le Farfalle al gorgonzola. E i formati? Quali gli italiani gradiscono di più? Gli spaghetti (30,5%) su tutti, poi penne (25,8), rigatoni (8,8), maccheroni (7,4), fusilli (5,2), farfalle (2,7) e bucatini (2,7). Sempre gli accademici hanno scelto tre ricette da adottare e valorizzare per ogni “fetta” d’Italia: Lasagne verdi alla bolognese per il Nord, Spaghetti cacio e pepe per il Centro e Vermicelli alla Campolattaro (è un sugo con tonno in scatola e acciughe) per il Sud. Purtroppo però, ogni 10 piatti di pasta serviti nel mondo appena 3 sono di sicuro italiani.