Barcelona, il buon Custo va oltre la t-shirt

Lo stilista catalano disegna capi morbidi e caldi per modelle-peluche

nostro inviato a New York

Custo Barcelona in America è di casa. S'è inventato la sua fortuna in California, durante un viaggio in moto con il fratello David. Era il 1996. Dieci anni dopo a New York il suo show è diventato un appuntamento fisso. Quest'anno sulla passerella della tenda di Bryant Park lo stilista catalano ha portato il freddo siberiano. In una città glaciale e in attesa di una tormenta di neve, uno caliente come lui ha immaginato il freddo artico e le grandi distese di ghiaccio. E sotto questo gelo la donna si deve proteggere: Custo gli dà caldi e morbidi capi spalla, cappotti, avvolgenti. Vince il peluche, l'invenzione per il 2007.
Lo stilista di Barcellona va oltre le t-shirt che l'hanno portato al successo. Dal 1997, quando esordì a Manhattan, ha fatto molta strada. Si presentò alla grande, nove anni fa: imperava il minimalismo, pieno di grigio, di bianco e di nero; Custo portò il colore, portò vivacità, entusiasmo, creatività. Fu un successo e continua a esserlo. Perché con il tempo le collezioni sono diventate sempre più complete: oggi la donna che sceglie Custo trova tutto, le maglie, gli abiti, le giacche, borse, scarpe e accessori. Il risultati di critica sono andati di pari passo con quelli di pubblico: la Customania, come alcuni media hanno ribattezzato la passione degli americani e degli europei per il suo modo di creare, ha contagiato star del cinema come Julia Roberts e Cameron Diaz.
Lo stilista spagnolo, poi, ha un rapporto speciale con l'Italia. Durante l'ultima settimana di AltaRoma, ha presentato «Glam rock vagabond», una collezione già presentata a New York e riadattata per la passerella romana. Custo Barcelona ha sette negozi in Italia, dei quali due sono si proprietà: Roma e Perugina. In più distribuisce in 700 punti vendita. Nel mondo i numeri si moltiplicano: possiede 34 boutique monomarca in tutto il mondo e distribuisce in un totale di 3mila punti vendita. I conti dell'azienda vanno alla grande: il primo anno (1998) venne chiuso con 7,7 milioni di euro di fatturato. Il 2005 è stato chiuso a 72 milioni e per il 2006 la previsione è di una crescita ulteriore fino a raggiungere gli 82 milioni di euro. Nel frattempo partirà la nuova conquista del Sudamerica: aprirà due boutique, una a Bogotà, l'altra a San Paolo.