BarceRoma, tris per volare Incantesimo Atalanta finito

Roma Al quarto tentativo la Roma «espugna» l’Olimpico e stoppa l’Atalanta macina punti dell’avvio di torneo, ma comunque positiva per lunghi tratti del match anche ieri sera. Luis Enrique avrebbe firmato per un 1-0 pur di mettere le mani sulla prima vittoria stagionale. Alla fine arriva invece un risultato più rotondo che serve ai giallorossi per riconciliarsi con il pubblico di fede romanista. «Ora ci si diverte e si riesce anche a vincere», sottolinea De Rossi.
«Dove non arriviamo in linea retta, lo facciamo curvando», aveva ammesso il tecnico alla vigilia, riferendosi alle scorciatoie alle quali può attaccarsi la squadra quando la manovra non è quella provata nel corso degli allenamenti. E la partita di ieri ha segnato una piccola svolta in positivo: le cifre (stesso possesso palla tra giallorossi e bergamaschi, una novità assoluta nell’era dell’asturiano) evidenziano come per una volta il gioco in velocità messo al servizio dei continui fraseggi abbia fatto la differenza a favore della Roma. «Dobbiamo crescere ancora, bisogna fare del possesso palla in velocità un’arma contundente», il motto coniato dal tecnico asturiano dopo la partita. Forse consapevole che una Roma più all’italiana (quasi Spallettiana) e meno spagnoleggiante può essere un’alternativa importante per la stagione. «Affrontavamo la squadra più in forma del campionato, era una partita difficile», ammette Luis Enrique rinfrancato dal successo.
Che la sfida di ieri possa essere la prima svolta dell’annata romanista sarà il tempo - e in primis il derby con la Lazio tra due settimane - a dirlo. Della prima serata ricca di sorrisi per «Lucho» e per il neo presidente DiBenedetto resta così la sensazione di una squadra meno rigorosa nell’atteggiamento tattico, pur nel rispetto del progetto iniziale. E il simbolo della truppa allineata al pensiero dell’asturiano è Totti, ieri sontuoso prima di uscire a metà ripresa per un risentimento ai flessori della coscia destra, domani se ne saprà di più. Il capitano sembra ormai aver rinunciato al ruolo di cannoniere per battere il personale record di chilometri percorsi in campo.
I gol di Bojan e Osvaldo nel primo tempo (quando Luis Enrique si spella le mani per applaudire i suoi e si sbraccia agitando la lavagnetta) sono la proiezione della filosofia del suo tecnico: avversario schiacciato nella sua area e stadio in solluchero. E visto che conta solo il progetto (seppure «adattato» ma non certo stravolto), per vederlo realizzato pienamente bisogna avere pazienza. L’Atalanta mette infatti alle corde i giallorossi all’inizio del match e nella prima parte della ripresa, quando il gol di Denis (il quarto di questo brillante avvio di stagione) riporta nel match gli orobici. Tutto questo prima che il gol di Simplicio faccia calare il sipario. «Avevamo impostato bene la partita, poi ci abbiamo messo del nostro, con qualche errore nei disimpegni anche se la Roma ha meritato. Ma sono convinto che con quest’atteggiamento avremo meno difficoltà nel campionato», così Colantuono su un’Atalanta per nulla bocciata nonostante la prima frenata.