Barclays-Abn, i fondi «sfiduciano» Groenink

da Milano

Mentre infuria la guerra tra Barclays e Royal Bank of Scotland per la conquista di Abn Amro, il fondo speculativo Tci si impegna in un «corpo a corpo» con l’amministratore delegato, Rikman Groenink. Dopo il duro scontro in assemblea, Tci ha infatti chiesto le dimissioni del banchiere che nelle scorse settimane aveva concepito le nozze con Barclays per evitare lo spezzatino del gruppo conseguente alla scalata preparata da Rbs insieme a Fortis e Santander.
A ricostruire la decisione è stato ieri il Wall Street Journal secondo cui il fondo che controlla quasi il 3% di Abn vuole la testa di Groenink. La richiesta sarebbe contenuta in una lettera che il numero uno del Children’s Investment Fund Management, Christopher Hohn, avrebbe fatto recapitare al presidente del consiglio di sorveglianza di Abn, Arthur Martinez.
Documento nel quale Tci propone di «terminare immediatamente» il rapporto con Groenink, aggiungendo come lo stesso supervisory board dovrebbe assumere il controllo del processo di vendita della banca. La lettera inviata dal fondo Tci arriva in un momento particolarmente delicato per il management di Abn che domani deve fronteggiare la sentenza del tribunale olandese circa la decisione, avversata da alcuni azionisti, di non sottoporre al voto la vendita di LaSalle a Bank of America per 21 miliardi di dollari. A ostacolare ulteriormente la fusione Abn-Barclays è giunta venerdì scorso la decisione di un azionista di intentare causa presso la Corte Suprema di New York, chiedendo l’annullamento dell’accordo di fusione con Barclays. Nel frattempo, sempre il Wsj, scrive come il gruppo rivale capeggiato da Royal Bank of Scotland stia preparando due offerte una per LaSalle e l’altra per gli altri asset Abn. Nervosismo che si è ripercosso immediatamente sul listino Londra, dove Barclays ha chiuso in calo. Il mercato olandese è invece chiuso per festività. Senza contare un possibile fuori programma che farebbe diventare ancora più affollata la corsa ad Abn.
Indiscrezioni non confermate riportano infatti come potrebbe scendere in campo una nuova cordata capeggiata da Bank of America e composta da Hsbc, Bnp Paribas e Ing. La decisione diventerebbe ufficiale dopo la sentenza su LaSalle.